Mattarella ha firmato il decreto carburanti, ecco cosa prevede e da quando

Caro carburanti

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto carburanti che oggi sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Tra le norme che entreranno in vigore da domani, anche quella che prevede l’obbligo per i benzinai di esporre alla pompa un cartello che indichi il prezzo medio dei carburanti calcolato di giorno in giorno dal ministero per le Imprese.

Cosa prevede

Cosa prevede

Bonus benzina prorogato fino a fine anno, un tetto ai prezzi troppo alti in autostrada e soprattutto l’obbligo per esercenti e gestori delle pompe di esporre il prezzo medio nazionale di diesel e benzina accanto a quello di vendita. Queste in sintesi le misure contenute nel nuovo decreto varato dal Governo per far fronte ai rincari anomali di questi giorni.

Il decreto appena varato si chiama per l’esattezza “norme sulla trasparenza dei prezzi sui carburanti e sul rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del garante dei prezzi” e prevede innanzitutto la proroga del cosiddetto Bonus benzina fino a fine anno: in pratica le aziende private che lo vorranno potranno concedere ai propri dipendenti i buoni benzina del valore massimo di 200 euro fino al 31 dicembre 2023.

Le sanzioni

Si rafforzano le sanzioni amministrative in caso di violazione, da parte degli esercenti, degli obblighi di comunicazione e pubblicità dei prezzi. In caso di recidiva, la sanzione può arrivare alla sospensione dell’attività per un periodo che va da 7 a 90 giorni.

I controlli

Si rafforzano i collegamenti tra il Garante dei prezzi e l’Antitrust, per sorvegliare e reprimere sul nascere condotte speculative. Si irrobustisce anche la collaborazione tra il Garante e la Guardia di Finanza. Viene inoltre istituita una Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi per analizzare – nel confronto con le parti – le ragioni dei turbamenti e definire le iniziative di intervento urgenti.

“Misure giuste ma insufficienti”

L’azione del Governo di verificare la trasparenza dei prezzi va nella direzione giusta (avere la media giornaliera come punto di rifermento sarà importante) ma è insufficiente” ha dichiarato Federico Cavallo, responsabile delle Relazioni esterne di Altroconsumo. “Urge, pertanto, un intervento governativo atto a mitigare tali aumenti: chiediamo un azzeramento dell’Iva, applicata sul prezzo dei carburanti e sulle accise, al fine di calmierare i rincari dei prezzi industriali sino a qui registrati.

Ribadiamo infatti la validità delle nostre proposte sull’Iva per cui ci siamo battuti nell’ultimo anno, in quanto a maggior ragione se ci fossero fenomeni speculativi l’Iva ha lo svantaggio di amplificarli perché in percentuale si applica su ogni componente del prezzo del carburante. Dai calcoli fatti su tutto il 2022 abbiamo rilevato che se avessimo azzerato l’iva non avremmo pagato nemmeno un euro in più di benzina, mentre con il taglio delle accise la spesa è stata comunque di 130 euro in più ad auto rispetto allo scorso anno (consumo medio ad auto di 900 litri annui)“.

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