Mazzette da 50mila euro per Villa Betania, i due avvocati catanzaresi optano per l’abbreviato

Si è costituito parte civile Marco Zummo, colui che con la sua denuncia ha fatto scattare le indagini della Procura
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Hanno optato per il rito abbreviato gli avvocati Pierpaolo Greco, 47 anni e Pasquale Barbieri, 66 anni, rispettivamente curatore fallimentare di Fondazione Betania in liquidazione giudiziale e storico legale della Onlus, accusati di concussione. Nel corso dell’udienza davanti al gup si è costituito parte civile sia come persona fisica, che come amministratore della Karol srl di Palermo Marco Zummo, colui che con la sua denuncia ha fatto scattare l’inchiesta della Procura, che ha portato, all’epoca dei fatti la Guardia di finanza ad arrestare in flagranza i due legali, poi rimessi in libertà dal tribunale del Riesame, ma interdetti dalla professione per 12 mesi.

L’udienza è stata aggiornata al prossimo 28 giugno e gli avvocati difensori Francesco Iacopino e Valerio Murgano dopo le richieste del pubblico ministero proveranno a smontare le ipotesi di accusa. Per il sostituto procuratore Domenico Assumma, che in prima battuta aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato, salvo poi la richiesta degli avvocati difensori nei termini di legge di procedere con rito alternativo, Greco, esercente, tra l’altro, l’attività di gestione di strutture sanitarie, socio-sanitarie e assistenziali, abusando della propria funzione e dei propri poteri, avrebbe preteso complessivamente la somma di 50mila euro per orientare alcune delicate scelte gestorie della curatela fallimentare, avvalendosi del collega come intermediario con la persona civile, all’epoca dei fatti parte offesa.

La ricostruzione dei fatti

Fondazione Betania, viene posta in liquidazione giudiziale con sentenza del 14 luglio 2023, e tra i curatori annovera l’avvocato Pierpaolo Greco e il collega Pasquale Barbieri, legale della società. Per consentire di raggiungere un’ipotesi conciliativa che rispondesse all’interesse di mantenere in vita la struttura e garantire i livelli occupazionali, si era proposto ai curatori di procedere ad una vendita delle proprie quote, facendo valutare il valore nominale delle stesse da un perito che loro avrebbero dovuto nominare. I curatori rinviavano più volte e Greco richiedeva, tramite Barbieri, delle somme di denaro che Zummo avrebbe dovuto corrispondergli illecitamente per dar seguito all’accordo raggiunto. L’attività di monitoraggio della uomini della Guardia di finanza fa emergere la richiesta di Barbieri a Zummo della dazione di denaro in contanti di 50mila euro da elargire in due tranche da 25mila euro cadauna, la consegna della prima rata sarebbe dovuta avvenire il 19 ottobre  nei locali di Fondazione Betania onlus, mentre i restanti 25mila in data successiva da definire. 

Gli avvocati non lo sapevano ma la Finanza vedeva tutto

Gli avvocati non sapevano di avere gli occhi puntati della Finanza, che attraverso le intercettazioni audio e video, i servizi di appostamento sono riusciti a scoprire tutte le fasi della concussione, trovando 24.500 euro in contanti, di cui 14.500 nello studio Barbieri e 10mila in quello di Greco. Sono riusciti a dimostrare che quest’ultimo per trarre un vantaggio personale dopo aver avanzato la sua richiesta illecita di denaro, ha protratto il tempo della trattativa, dovendo poi sottoporre la proposta  al comitato dei creditori, avanzando una controproposta e facendo pressioni su Zummo, tramite la mediazione di Barbieri, per ottenere quanto inizialmente richiesto. 

E per indurre Zummo all’illecito pagamento, Greco, sempre tramite Barbieri, gli prospettava la possibilità di scegliere indebitamente i componenti del comitato dei creditori che preferiva, affinchè si potesse arrivare serenamente alla conclusione della trattativa. Una volta raggiunto l’accordo, le banconote di denaro, preventivamente repertoriate fotograficamente, sono state inserite all’interno di uno zainetto fornito a Zummo dai militari operanti, all’interno del quale c’era un’apparecchiatura per l’intercettazione ambientale e per la trasmissione del segnale Gps. 

La minaccia subita dall’imprenditore di sabotaggio della trattativa in corso

Attività investigative, attraverso cui, secondo le ipotesi accusatorie, è stato possibile rilevare che la somma di denaro veniva consegnata a Barbieri, il quale si recava dapprima nel proprio studio legale, portando con sé lo zaino e successivamente nello studio di Greco dove si tratteneva un po’ di tempo per poi uscire con lui lasciando lo zaino in studio. Ed è in questo momento che scattano le perquisizioni che hanno consentito ai finanzieri di trovare il denaro consegnato da Zummo ai due indagati. Da una disamina dei fatti, è emerso che la vittima è stato destinatario di una minaccia grave inerente il sabotaggio della trattativa in corso e il rischio della fine definitiva della sua attività imprenditoriale. 

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