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Medici aggrediti a Vibo, l’Asp: “Ridurre accessi in ospedale e aumentare vigilanza privata”

Pronto soccorso vibo

Le due recenti, gravi, aggressioni ai medici dell’ospedale di Vibo, continuano a tenere banco anche se dopo l’indignazione iniziale non sono seguiti atti pratici agli appelli avanzati dalla categoria medica sulla necessità di mettere in campo azioni di tutela specialmente nei presidi di prima frontiera come i Pronto Soccorso. Sul punto sono intervenuti sia il commissario straordinario dell’Asp di Vibo, Giuseppe Giuliano, che il direttore del Pronto soccorso dello “Jazzolino”, Enzo Natale.

Scoraggiare le violenze

Per il primo “l’Asp è una delle pubbliche amministrazioni più al centro di verifica democratica collettiva e ha difficoltà a gestire, alcune volte, una serie d’interessi contingenti e non sempre legati a un discorso sanitario, ma la maggior parte sono atti amministrativi puri”. Giuliano ha ammesso che il pronto soccorso dello “Jazzolino” è un imbuto in cui “vi confluiscono pazienti da tutto il territorio anche per prestazioni semplici, col risultato che i tempi si allungano. Ecco perché tra gli obiettivi che ho espressamente assegnato al neo direttore del dipartimento Antonio Talesa c’è quello di ridurre sensibilmente gli accessi al nosocomio di Vibo, utilizzando anche gli altri due ospedali di Tropea e Serra. Come ultima ratio, qualora la situazione non dovesse migliorare, aumenteremo la presenza della vigilanza armata, come già ho dovuto fare in altri ospedali, prima di venire a Vibo. La sicurezza degli operatori è fondamentale”.

I numeri delle aggressioni

Natale, nel condannare la violenza, ha detto che “è inaccettabile che sia parte del lavoro di chi si prende cura del prossimo, perché chi aggredisce un medico aggredisce se stesso”. Riportando una indagine Simeu Calabria, del quale è autorevole dirigente, il sanitario ha rilevato come “su 980 operatori sanitari, il 65% risulta essere vittima di aggressioni; di questi il 66% si riferisce ad aggressioni verbali, mentre il 33,8% ad aggressioni fisiche”. Le aggressioni, nella metà dei casi, sono avvenute nelle strutture in cui il sovraffollamento era maggiore. Inoltre “la “mission” del Pronto soccorso è finalizzata a garantire risposte e interventi tempestivi, adeguati e ottimali ai pazienti giunti in ospedale in modo non programmato per problematiche di urgenza ed emergenza”, ha concluso Natale.

“Ci sono problemi ma non è un lazzaretto”

Per il direttore sanitario dell’Asp, Antonio Talesa, “noi tutti dobbiamo farci un esame di coscienza, fa male leggere sui social frasi e attacchi contro chi, con impegno e dedizione, dà assistenza ai malati. L’ospedale ha certamente dei problemi, aggravati dall’emergenza Covid, ma non è certo il ‘lazzaretto’ attaccato continuamente sui social. Qui operano professionisti validi e competenti, medici, infermieri ed Oss che danno l’anima per i pazienti e non meritano di essere trattati così. Allo Jazzolino gli operatori svolgono ogni giorno il loro encomiabile lavoro in costante apprensione, per il timore di dover subire aggressioni verbali e anche fisiche”.

Nuovo ospedale

Intanto, salvo imprevisti, nella giornata del 27 aprile, è in programma un consiglio comunale aperto a Vibo per discutere della questione del nuovo presidio ospedaliero. È inoltre notizia di ieri la riapertura di un nuovo tavolo tecnico con sindaco, presidente della Regione sul piano economico per cercare di far partire finalmente e seriamente l’opera. (f.p.)

LEGGI ANCHE | Ennesima aggressione all’ospedale di Vibo, medico picchiato dopo la morte di un paziente

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