“Medici rifiutano di visitare mio figlio con febbre alta”, ennesima storia di malasanità in Calabria

"I medici mi hanno risposto che non erano tenuti a vederlo perché, pur in presenza di un tampone negativo, il bambino sarebbe potuto risultare positivo l’indomani"

“Venite a Fabrizia! Terra bellissima, tanta ospitalità, cucina ottima, tante persone gentili ma non venite con bambini: se questi stanno male, possono morire dato che non si trovano medici disponibili a farli visitare”. Inizia così il lungo sfogo di una lettrice di Calabria 7, che ha inteso consegnare alla nostra redazione l’ennesima testimonianza di malasanità nella nostra regione. “Vengo da Brescia e ho portato i miei figli a trovare la nonna – ci scrive Alice -. Appena arrivati a Fabrizia, mio figlio Lorenzo – di 2 anni – ha iniziato ad avere febbre alta. Una pediatra del posto, alla quale ci siamo rivolti per chiedere assistenza per mio figlio malato da tre giorni, si è rifiutata di visitarlo – peraltro in presenza di un tampone negativo – anche su richiesta di una eventuale visita privata retribuita”.

“Venite a Fabrizia! Terra bellissima, tanta ospitalità, cucina ottima, tante persone gentili ma non venite con bambini: se questi stanno male, possono morire dato che non si trovano medici disponibili a farli visitare”. Inizia così il lungo sfogo di una lettrice di Calabria 7, che ha inteso consegnare alla nostra redazione l’ennesima testimonianza di malasanità nella nostra regione. “Vengo da Brescia e ho portato i miei figli a trovare la nonna – ci scrive Alice -. Appena arrivati a Fabrizia, mio figlio Lorenzo – di 2 anni – ha iniziato ad avere febbre alta. Una pediatra del posto, alla quale ci siamo rivolti per chiedere assistenza per mio figlio malato da tre giorni, si è rifiutata di visitarlo – peraltro in presenza di un tampone negativo – anche su richiesta di una eventuale visita privata retribuita”.

La signora Alice non si arrende e decide di recarsi in guardia medica, ma anche lì riscontra un comportamento poco professionale: “Ci siamo rivolti al medico di turno in quel momento, che però – dopo un confronto con i colleghi – ci risponde che non era ‘tenuta a vederlo perché, pur in presenza di un tampone negativo, il bambino potrebbe risultare positivo l’indomani’. Ritengo tali comportamenti vergognosi. Spero tale denuncia non finisca come spesso accade nei cassetti degli uffici, ma che serva a risvegliare il vero significato dell’essere medico e di svolgere le proprie competenze per come è dovuto. Per inciso – conclude Alice – dopo aver contattato il direttore sanitario della zona (grazie al sindaco di Fabrizia, che si è premurato che la denuncia andasse a buon fine affinché tale disagio non si ripetesse più) e in seguito denunciato la vicenda ai carabinieri, oggi ho dovuto portare mio figlio all’ospedale di Soverato mettendolo in auto per più di un ora con 39,5 di febbre”.

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