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Metro Cosenza-Rende, Ferrara: “Ritardi programmazione e spesa”

L’eurodeputata Laura Ferrara, membro della Commissione per i trasporti ed il turismo del Parlamento europeo, riaccende i riflettori sul “Sistema di collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e Università della Calabria” e su una possibile riprogrammazione delle risorse. «Come ampiamente previsto la progettazione e realizzazione della metro leggera che dovrà collegare Cosenza, Rende e Università della Calabria procede con notevole ritardo e ciò mette a rischio il finanziamento ma si potrebbero comunque riprogrammare le risorse». In una interrogazione alla Commissione europea la parlamentare a Bruxelles del M5s mette in luce l’iter, le criticità e i rallentamenti del progetto contestato da un’ampia fetta della cittadinanza dei centri coinvolti, Cosenza e Rende, da comitati ed anche dal Movimento 5 stelle.

«Il progetto della metro leggera, a causa del quale oggi Cosenza è una città paralizzata da un enorme cantiere che chiude di fatto un’arteria stradale fondamentale per la circolazione del traffico cittadino e non solo, prevede – spiega – un costo totale di 156,8 milioni ed una spesa certificata attualmente pari a 2,8 milioni dei 10 milioni che si stimava di raggiungere al 31.12.2018. La mancata approvazione del progetto esecutivo, la questione del tracciato e i tempi di realizzazione, costituiscono un futuro rischio finanziario per il programma e potrebbero determinare una riprogrammazione delle risorse. Fin dall’inizio questo progetto ha subito diversi rallentamenti – continua Ferrara – in primo luogo nella fase di avvio dell’attuazione dell’iter autorizzativo per l’esercizio del materiale rotabile e per la redazione della progettazione esecutiva; in secondo luogo in fase di avvio dei lavori per la risoluzione di alcune interferenze con il tracciato di progetto.

I dubbi sulla reale utilità di questa mega opera che sventrerà due città rimangono tutti, a maggior ragione se si pensa all’ingente somma di denaro che si investirebbe per un intervento sproporzionato rispetto alla potenziale utenza di riferimento. Considerato che il progetto è diviso in due fasi, tra le programmazioni 2007-2013 e 2014-2020, ho chiesto – conclude – alla Commissione a quanto ammontano i pagamenti effettuati a valere sulla programmazione 2014/2020 e se vi siano potenziali rischi di futura perdita del finanziamento e, conseguentemente, se la Commissione ritiene sia preferibile la riprogrammazione delle risorse verso altre azioni conformemente a quanto dispone l’art.30 Reg.(UE) n.1303/2013 sulla modifica dei programmi».

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