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Miss Hitler e il suo amico calabrese si avvalgono della facoltà di non rispondere

Non hanno inteso chiarire la propria posizione. Anzi. Si sono avvalsi della facoltà di non risponedere Francesca Rizzi residente in provincia di Milano, e Giancarmine Bonamassa di Corigliano Rossano convocati inanzi al gip del Tribunale di Castrovillari per l’interrogatorio di garanzia per rogatoria. Entrambi sono accusati di  associazione a delinquere finalizzata alla propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Miss Hitler dal nome del concorso di bellezza indetto sul social network Vr che Rizzi vinse nel 2019 insieme a Bonamassa, ad altri 10 indagati nonché a soggetti ancora in via di identificazione avrebbero costituito il gruppo neonazista OAR Ordine Ario Roman.

Le accuse

Un gruppo nato per commettere più reati contro l’uguaglianza con la diffusione attraverso i social VKontakte, Facebook, e l’applicazione WhatsApp di “idee e propositi operativi – scrive il gip – di natura xenofoba, razzista, antisemita, negazionista della Shoah, negazionista dei crimini di guerra e verso l’umanità e di genocidio, nonché di condotte di apologia del fascismo e nazismo, propagandando ed incitando alla discriminazione e alla violenza razziale, xenofoba, etnica, antisemita e religiosa. Tra le ipotesi prospettate il proliferare alla propaganda nazionalsocialista infarcita di visioni complottiste nei riguardi del popolo ebraico e nel contempo di posizioni apertamente e gratuitamente negazioniste, se non dell’esistenza, quanto meno delle proporzioni della Shoah, basate sulla pretestuosa e malintesa lettura di studi ascrivibili alla cosiddetta corrente revisionista”.

Le intercettazioni

I canali utilizzati, oggi oscurati, portavano il nome di Jedenfreie Liga O.A.R. L‘inchiesta che ha portato all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma ha consentito di far emergere come la pubblicazione di chat, scritti, video e foto di contenuto razzista e discriminatorio avesse dato origine a un contesto divulgativo deviato. In totale ad oggi le persone coinvolte nell’operazione e sottoposte a obbligo di dimora sono 12 di età compresa tra i 26 e i 62 anni. Le intercettazioni captate dal Ros hanno portato a ipotizzare come l’organizzazione di estrema destra stesse pianificando un’azione contro una struttura della Nato.

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