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Molestie all’Università, l’Ateneo di Catanzaro invoca un’azione energica delle autorità giudiziarie

umg catanzaro

Il Senato accademico dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha invocato «una energica azione delle autorità giudiziarie» dichiarando «che, qualora dovesse essere introdotto un eventuale processo penale nei confronti di docenti della Università, l’Ateneo dovrà costituirsi parte civile». La presa di posizione fa seguito alla pubblicazione di un sondaggio lanciato dal gruppo “Fem. In Cosentine in lotta” rispondendo al quale un centinaio di studentesse hanno svelato una serie di molestie sessuali avvenute negli atenei calabresi.

Il Senato accademico, è scritto in una nota, esprime «sdegno per le condotte disdicevoli e contrarie alla dignità delle studentesse, dell’Università e della Comunità accademica». L’organismo si è riunito allo scopo di «adottare ogni misura e strumenti idonei ad assicurare la tutela delle persone e la serenità degli studi a tutte coloro che si affidano alla riconosciuta serietà e al rigore della Università di Catanzaro. Da oltre dieci anni l’Università ha istituito un Centro di ascolto, composto da docenti e da personale tecnico amministrativo, il quale ha il compito di raccogliere le denunce, anche anonime, di molestie o di atti discriminatori, quale atto iniziale per promuovere le azioni istituzionali del Cug e della Commissione di disciplina; o, nei casi più gravi, la denunzia alle autorità giudiziarie». Il Senato ha anche preso atto «che nessuna notitia criminis è giunta agli organi di Ateneo, in modo diretto o indiretto; e, dunque, è stato costretto a registrare la necessità di adottare misure più efficaci, rispetto a quelle già adottate, sì da tentare di prevenire, con qualunque mezzo legittimo, fenomeni di inaudita gravità, come quelli denunziati dagli organi di stampa».

«Ferma restando la necessità di scongiurare il rischio di processi sommari e di gogne mediatiche – prosegue la nota – l’Organo accademico ha ritenuto che le notizie apparse sui giornali suggeriscano di attivare una Commissione istruttoria, al fine di rilevare l’effettiva portata del fenomeno e l’adozione di ogni misura utile, come la eventuale intensificazione e implementazione dello sportello di ascolto; sì da monitorare la correttezza dei rapporti tra docenti e studenti, unitamente agli eventuali pericoli di abusi di qualunque natura, al fine di assicurare l’assolvimento corretto dei compiti affidati alla missione formativa dell’Istituzione, alla quale deve presiedere tutta la comunità universitaria». (ANSA).

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