Morta per metastasi dopo la “cura” con le tisane, assolto il guru che le aveva consigliato

Il “santone” e il medico dovevano rispondere della morte della donna dopo l’asportazione di un neo senza anestesia, su un tavolo da cucina

Il “guru” del centro Anidra, in Liguria, Paolo Bendinelli, è stato assolto dall’accusa di omicidio colposo per la morte di Roberta Repetto perché il fatto non sussiste. È stato invece condannato a un anno e quattro mesi il medico bresciano della struttura, Paolo Oneda. La sentenza è stata emessa nel primo pomeriggio di oggi, 21 febbraio, dalla Corte di Appello di Genova nell’ambito del processo sull’angosciosa morte della 40enne uccisa dalle metastasi di un tumore dopo l’asportazione di un neo sul tavolo della cucina del centro olistico. I due imputati erano stati condannati in primo grado: tre anni e quattro mesi per il “santone” Bendinelli e stessa condanna per Oneda.

In appello la procura aveva nuovamente chiesto 16 anni di reclusione per il primo e 14 anni per il medici, mentre i difensori avevano chiesto l’assoluzione di entrambi. Per la psicologa Paola Dora è stata confermata l’assoluzione. Roberta Repetto, figlia dell’ex sindaco di Chiavari Renzo Repetto, era stata operata nella struttura di Borzonasca (Genova) specializzata in “scienze olistiche”. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri dopo l’intervento, avvenuto sul tavolo della cucina e senza anestesia, Bendinelli e Oneda avrebbero prescritto alla donna “tisane zuccherate e meditazione”. Nonostante i forti dolori, i due le avevano assicurato che quelli erano segnali che dimostravano “il successo dell’operazione chirurgica”.

In appello la procura aveva nuovamente chiesto 16 anni di reclusione per il primo e 14 anni per il medici, mentre i difensori avevano chiesto l’assoluzione di entrambi. Per la psicologa Paola Dora è stata confermata l’assoluzione. Roberta Repetto, figlia dell’ex sindaco di Chiavari Renzo Repetto, era stata operata nella struttura di Borzonasca (Genova) specializzata in “scienze olistiche”. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri dopo l’intervento, avvenuto sul tavolo della cucina e senza anestesia, Bendinelli e Oneda avrebbero prescritto alla donna “tisane zuccherate e meditazione”. Nonostante i forti dolori, i due le avevano assicurato che quelli erano segnali che dimostravano “il successo dell’operazione chirurgica”.

Dopo un anno e mezzo era stata ricoverata, in condizioni drammatica, all’ospedale San Martino per una gravissima forma di melanoma (un tumore della pelle) ormai in metastasi. Purtroppo era già troppo tardi per salvare la vita. Rita Repetto, sorella di Roberta, ha commentato: “È buona norma rispettare e accettare le sentenze ma credo sia umanamente doloroso, in questo momento, per me poterlo fare”.

E sull’assoluzione di Bendinelli: “Oggi sono veramente senza parole – aggiunge -, amareggiata e triste perché mia sorella non ha ottenuto la giustizia che si merita. È allucinante”. I legali del guru si dicono invece “ultra soddisfatti perché è stata riconosciuta la tesi che sosteniamo da sempre: non c’era nessuna setta”. È il commento degli avvocati Alessandro Vaccaro e Francesca Pastore. “Tutto il castello accusatorio si è sciolto come neve al sole. Parla da sola la sentenza che ha detto che il fatto non sussiste. Ricordiamoci che Bendinelli si è fatto un anno e mezzo in carcere”, continuano.

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