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Morte sospetta al Policlinico di Catanzaro, il pm: “Prove insufficienti per condannare i medici” (NOMI)

vaccino catanzaro

di Gabriella Passariello- “Non ci sono prove sufficienti per ritenere colpevoli gli imputati”. Il pm Annachiara Reale, al termine della requisitoria, ha chiesto l’assoluzione per i quattro camici bianchi del Policlinico universitario del capoluogo calabrese, accusati dell’omicidio colposo del 71enne Antonio Occhionorelli, di Squillace, avvenuto il 9 maggio 2014 mentre si trovava ricoverato nel reparto Utic. Il pubblico ministero ha chiesto al giudice del Tribunale monocratico di Catanzaro Fabiana Giacchetti di scagionare il cardiochirurgo Pasquale Mastroroberto,  e i medici Pasquale Napoli, Luigi Irrera e Giuseppina Mascaro. Poi le arringhe difensive di uno dei legali di parte civile Arturo Bova, che ha insistito per la condanna dei camici bianchi, mentre le discussioni dell’altro legale di parte civile Antonio Lomonaco e degli avvocati difensori degli imputati, Salvatore Savastano, Angela La Gamma oggi in aula per delega dell’avvocato Enzo Ioppoli e Francesca Vista proseguiranno il prossimo 11 ottobre e l’8 novembre, giorno quest’ultimo in cui il giudice dovrebbe emettere il verdetto

Il precipitare degli eventi: dal ricovero alla morte

Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo era arrivato al Policlinico, dopo un ricovero all’Ospedale di Soverato, il 5 maggio per una crisi anginosa, le sue condizioni di salute sarebbero precipitate irreparabilmente e nel giro di poche ore il paziente morì per una “sinergia letale”. Da qui la denuncia dei familiari della vittima, che ha portato l’allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Paolo Petrolo, ad istruire prima l’inchiesta, poi a chiudere le indagini e infine a chiedere il rinvio a giudizio dei quattro medici, finiti sotto processo su provvedimento emesso dal gup del Tribunale di Catanzaro Claudio Paris.

Le presunte omissioni e negligenze dei medici

Secondo le originarie ipotesi accusatorie, la morte del 71enne sarebbe stata diretta conseguenza della negligenza, dell’imperizia dei medici che hanno avuto in cura il paziente: i camici bianchi non si sarebbero accorti che il valore dell’emoglobina stava diminuendo in modo progressivo. Il cardiochirurgo Mastroroberto, in particolare, avrebbe omesso e tardato l’esecuzione di un intervento di rivascolarizzazione miocardica “al manifestarsi di un’angina instabile”, operazione che avrebbe potuto scongiurare la morte di Occhionorelli.

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