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Morti su statale 106: servono interventi seri, altro che Tav (SERVIZIO TV)

di Carmen Mirarchi – L’associazione “Basta vittime sulla statale 106” grida vergogna e chiede all’Anas un intervento di modifica importante per evitare ulteriori morti sulla strada statale 106.

A Catanzaro si è tenuta una storica conferenza stampa per affrontare la questione in occasione della Giornata mondiale istituita dall’Onu e dedicata alle vittime degli incidenti stradali.

“Una conferenza storica quella di oggi perché è stato dimostrato scientificamente che sulla statale 106 c’è la possibilità di morire anche andando a 40 chilometri orari” ha detto Fabio Pugliese dell’associazione “Basta vittime sulla strada statale 106”. “La Statale 106 è stata realizzata quando circolavano i carretti e le macchine non correvano. Avevano all’epoca facilita di transito ma adesso questa strada è mortale. Negli anni – ha detto Pugliese – abbiamo fatto intervenire Anas su alcuni punti ma ne restano tanti come ad esempio il problema della salita per l’aeroporto Sant’Anna di Crotone”.

Tanti i punti critici in provincia di Catanzaro.  “Da Catanzaro Lido a Botricello ci sono volumi di traffico enormi che attraversano i centri abitati. Va fatta una variante, una nuova strada come nella zona di Borgia. L’altro problema è da Catanzaro Lido a Davoli dove abbiamo una strada indecorosa e per la quale servirebbe una task force, altro che Tav” ha aggiunto.

Molto spesso i Comuni non hanno i mezzi per far fronte ad alcune carenze, è stato spiegato durante l’incontro.  Ad esempio il Comune di Cariati come tanti altri si ritrova nel bel mezzo della cittadina il passaggio dei Tir.

Su questa strada sono avvenuti incidenti legati al restringimento della strada dopo una curva alla quale successivamente erano stati aggiunti due passaggi pedonali. A seguito di un incidente fu riconosciuta l’inadeguatezza della curva stessa, dunque è stato individuato un vero problema strutturale. Il caso che è stato portato in conferenza è stato quello di Giuseppe Trento e Claudio Mazzitello, morti per incidente nel 2003. Il fratello di Giuseppe, Luigi Trento, ha letto durante la conferenza una lettera dei genitori che chiedono un intervento da parte della politica sulla strada che attraversa Cariati.

All’ incontro erano presenti: l’Avvocato Candiano che ha seguito la vicenda di Luigi Trenta; la Presidente Fondazione Fidapa, Maria Candida Elia; Fabio Pugliese, dell’associazione Basta vittime della strada statale 106. Durante l’incontro è stato spiegato che nel 2003 c’è stato l’incidente a Cariati e nel 2014 ‘Basta vittime’ nasce e trova il ponte a Cariati nelle medesime condizioni dell’incidente del 2003. Il Ponte Molinella di Cariati è portato nel 2014 all’attenzione del Ministro Lupi che ha impegnato 360 mila euro per il Ponte Molinella che ha un problema strutturale. Sono stati fatti lavori incredibili in pieno agosto e sono state così salvate tante vite.

“Non è sempre colpa dei conducenti ma spesso è colpa della strada” ha detto Pugliese. ” Negli anni 2014/2015/2016 la statale 106 era una delle strade più pericolose d’Italia,  ne è uscita nel 2017 dopo che abbiamo chiesto intervento forte dell’Anas. Tante le compagne della sicurezza”. Pugliese ha fatto poi un vero e proprio reportage sulla salita dell’aeroporto di Sant’Anna, una vera e propria strada della morte dove 10 anni fa Danilo Lentini perse la vita in moto per un gradino presente sulla strada.  “Ancora sulla strada di Sant’Anna ci sono dislivelli ed ora ci sono lavori in corso. 10 anni fa c’era un vero e proprio gradino per una frana, l ‘Anas è intervenuta dopo 20 giorni per asfaltare.

Siamo venuti a dire che bisogna rispettare le regole ma che sulla 106 ci sono oggettivamente delle difficoltà strutturali” ha concluso Pugliese. Sono 750 le vittime sulla strada 106 in 20 anni e molto spesso esiste una responsabilità oggettiva di chi è costruttore e custode della strada. In sostanza la statale 106 è una strada che risale agli anni 20 e non può sostenere il traffico di oggi.

Redazione Calabria 7

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