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Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore aiuta il prossimo

“Ricordate la vicenda di quel nostro concittadino di Borgia – lo chiameremo solo Giovanni per rispettare la sua privacy – che a causa di una serie di vicende sfortunate era rimasto senza casa e senza lavoro, e cui i nostri militanti si sono prodigati per far avere una casa dignitosa e qualche lavoro, purtroppo molto precario, affinché potesse provvedere almeno a soddisfare i bisogni primari che dovrebbero essere garantiti ad ogni Cittadino?”. Inizia così la nota di Lorenzo Scarfone, Segretario Provinciale del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore

Era il giugno dello scorso anno quando questa storia ebbe inizio ed era ottobre quando nella vita di Giovanni pareva finalmente fosse giunto un minimo di serenità allorché varcò la soglia di un alloggio “vero” e finalmente suo, cui mancava “solo”, almeno così pensavamo noi poveri illusi e sognatori, il rilascio di alcuni documenti, il certificato di residenza e la Carta di Identità, che gli permettessero poi di ottenere finalmente la tanto agognata “casa popolare” cui aveva certamente diritto in base ai criteri di assegnazione esistenti. Ma proprio da qui nascono le prime complicazioni per il nostro Giovanni. Mentre si attendeva la regolarizzazione della residenza nella nuova casa scadeva la carta di identità e per rinnovarla agli Italiani richiedono il certificato di residenza, residenza per la quale ancora non era stato formalizzato l’iter. Da ciò si dipana per Giovanni una kafkiana vicenda che sembra un serpente che si morde la coda. Non può firmare contratto di affitto perché non ha il documento e non può fare il documento perché non può indicarvi una residenza. Così mentre per migliaia e migliaia di persone che vengono accolte in Italia senza alcuna formalità e spessissimo in spregio ad ogni legge e accordo internazionale ed a cui, pur non avendo alcuna certezza sulla identità e sui dati anagrafici, vengono garantiti vitto, alloggio e spesso anche lavoro, a Giovanni, da sempre cittadino di Borgia dove fino a qualche tempo fa lavorava e pagava regolarmente tasse e tributi, ancora oggi viene negato il pieno riconoscimento dello status di Cittadino Italiano e, di conseguenza, il Diritto ad usufruire di una Casa Popolare, tra l’altro edificata anche col frutto del suo impegno e del suo lavoro di onesto cittadino.
Ma intanto non tutti sanno che anche chi non ha una residenza, cioè chi è senza fissa dimora, ha il diritto di ottenere la carta d’identità, ma forse su ciò non sono stati informati.

In ogni caso, ringraziando SOLO ED ESCLUSIVAMENTE i cittadini borgesi, Giovanni negli ultimi mesi ha cambiato, più volte ed in modo spesso gratuito, la sua dimora momentanea in attesa di avere finalmente, dopo la prima settimana di gennaio, una casa tutta sua, con tutti i comfort e con il tanto agognato contratto di locazione che gli permetterà di avere, senza nessun favore del signorotto di turno (come qualche politico locale gli aveva suggerito), tutti i documenti ed i relativi diritti, Diritti per i quali noi di Fiamma saremo sempre pronti a battere i pugni sul tavolo, che vanno dal reddito di cittadinanza alla casa popolare la quale, vorremmo ricordare, è sempre l’obiettivo cui si dovrà giungere atteso che Giovanni ha pieno titolo a vedersene assegnata una tra le tante che giacciono tutt’oggi vuote ed inutilizzate tra quelle edificate dal Comune di Borgia. Nel frattempo non è stato mai lasciato solo. Nonostante le istituzioni locali siano state completamente assenti, sia il Santo Natale che il nuovo anno Giovanni lo ha potuto trascorrere al caldo e, con l’impegno di tanti nostri militanti – ragazzi che quando tutto il paese era tutto a tavola a festeggiare hanno lasciato le loro famiglie per portare affetto e cibo al nostro malcapitato amico -, ha potuto consumare anche lui il cenone. Per fortuna adesso siamo alla fine di questo lungo tunnel, dove però non gli è mai mancato il nostro sostegno e il nostro amore. Un ringraziamento particolare va comunque a tutti questi ragazzi ed a quelle famiglie che hanno permesso a Giovanni di arrivare alla fine di questo incubo.
Ed è proprio in questi giorni che apprendiamo la notizia che l’Amministrazione ha impegnato a suo tempo 3000 euro per dare sostegno alle Fasce Deboli della popolazione, somme delle quali non vediamo l’ora di conoscere i destinatari.

Ed in questo periodo festivo la Segreteria Provinciale del MSI-Fiamma Tricolore – che considera la Solidarietà concretezza e non mera enunciazione, stile di vita ed elevazione dello spirito e non affare sulla pelle di altri esseri umani – si è adoperata anche affinché ad un Uomo, Pino Astuto – cui sono stati rubati non solo 32 anni di vita, assurdamente rinchiuso a nove anni in un Manicomio “per ragioni umanitarie” ed ivi rimastoci per oltre 32 anni e poi “lasciato libero” senza alcun sussidio psicologico, affettivo ed economico se non una misera pensione di poco più di 200 €uro al mese, ma anche la fanciullezza, la giovinezza ed anche l’età adulta, lasciandolo solo ad affrontare quello che gli resta della Vita – possa essere restituita un momento di Serenità e Tranquillità, come Pino merita!

Una storia, quella di Pino, assurta agli onori della cronaca grazie ad un avvocato coscienzioso e che vuol fare davvero bene il suo compito, e non solo il suo mestiere, ed al meritorio intervento de “Le Iene” che l’anno proiettata alla ribalta nazionale. Una storia di un Uomo semplice che non chiede alcuna “vendetta” ma a chi gli chiede cos desideri in regalo risponde: “Una penna!”, la sua grande passione, forse una voglia riscatto rispetto a quanto gli è stato tolto nell’infanzia (lo studio, la scuola,la possibilità di crescere attraverso la Cultura). E noi in questo periodo di festa abbiamo fatto visita a Pino e gli abbiamo regalato l’agognata Penna oltre ad un panettone e qualche dolciume, regalandogli così un attimo di vera gioia, come traspariva dai suoi stanchi ma profondi occhi.

E siccome non vogliamo proprio farci mancare nulla, così come concordato con i responsabili dell’Associazione AIBO, abbiamo consegnato alla associazione doni da donare ai bambini ricoverati in Pediatria Oncologica presso l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, così come avevamo promesso appena saputo del furto perpetrato al magazzino dell’associazione che rischiava di lasciare quei bimbi senza quel momento di spensieratezza che con amore i volontari avevano organizzato per loro.

Redazione Calabria 7

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