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Narrativa e lotta alle mafie nella seconda giornata del Festival Leggere&Scrivere

Va in archivio la seconda giornata del Festival Leggere&Scrivere. Una nuova carrellata di eventi, presentazioni di libri e dibattiti, che ha spaziato, come nella migliore tradizione della kermesse, attraverso varie tematiche incontrando i gusti di un pubblico variegato. Come quello costituito dagli studenti degli istituti superiori che, soprattutto nella mattinata e nel primo pomeriggio, hanno pacificamente invaso gli spazi di Palazzo Miceli, in pieno centro cittadino, trasformato per cinque giorni in un moderno centro culturale.

La Calabria e l’informazione nazionale

A dare il via alle attività il dibattito “La Calabria nell’informazione nazionale: ribaltare il punto di vista”, alla presenza del giornalista di Repubblica Giuseppe Smorto. In contemporanea, Ignazio D’Angelo ha presentato “La tradizione letteraria sulla prostituzione sacra a Locri Epizefiri” mentre Lisa Iotti ha parlato del suo libro “8 secondi. Viaggio nell’era della distrazione”. A seguire Flavio Massarutto con “Mingus”, Emilio Bisignano con “Piccolo Manuale di Alfabetizzazione finanziaria”, Nella Matta con “Le donne nella storia della Calabria” e le Scritture femminili con Melissa Panarello e Alba Battista. Quindi Vincenzo de Angelis con “Il carretto dei gelati e altri racconti”, Sante Guido e Giuseppe Mantella con “La scienza in aiuto dell’arte”.

L’influencer viaggiatore

Quindi è stata la volta di Giovanni Arena con “Benvenuti in economy class. Le mie avventure da 9,99 per viaggiare in giro per il mondo”. Nell’evento, realizzato in collaborazione con l’Associazione Valentia, l’influencer da 256mila follower ha svelato alla platea i trucchi più semplici per viaggiare a basso costo chiarendo come lo spirito debba essere quello della scoperta: «Si deve avere una certa flessibilità – ha detto – non scegliere la meta in base ai desideri ma in base alla convenienza. Io sono semplicemente me stesso, condivido ciò che mi piace e non ho mai smesso nemmeno durante la pandemia. Semplicemente ho continuato a viaggiare in maniera virtuale, ho preso il mio hard disk e ho tirato fuori tutti i video che avevo. In estate, poi, quando è stato possibile riprendere a viaggiare, ho girato per tutta Italia alla scoperta di luoghi insoliti, ed ho capito quant’è importante e bello il nostro Paese».

Vite spezzate, la storia di Filippo Ceravolo

Maria Maiolo in le “Vite spezzate” ripercorre la storia di Filippo Ceravolo, giovane vittima innocente di ‘ndrangheta e della coraggiosa battaglia per la giustizia portata avanti dal padre Martino e da tutta la sua famiglia. «Se andiamo nelle piazze e nelle scuole – ha detto Martino Ceravolo – lo facciamo per voi giovani, perché chiunque potrebbe incappare, com’è successo a Filippo, in un fatto di cronaca da innocente. E dopo che ciò accade, servono a poco le lacrime da coccodrillo. Bisogna intervenire prima, scegliere sempre da che parte stare, andare nelle scuole e parlare ai ragazzi, anche affrontando lunghi viaggi a proprie spese se necessario. Io in questo ci metto tutto me stesso, ed è un rischio che ho deciso di prendermi proprio per poter dire ai ragazzi che si può e si deve cambiare».

Il riconoscimento a Falvo

A seguire ancora interessanti appuntamenti con Giovanna De Sensi Sestito e Stefania Mancuso (“Il Lametino. Dal paesaggio osservato al paesaggio antico ricostruito”); Simonetta Taccone (“Secreti. Studi e riflessioni su di un antico manoscritto”); Francesco Basile (“Storia della Cucina Italiana a Fumetti”); la “Presentazione di Non è mai troppo tardi”, un progetto del Centro Regionale di Ricerca Sperimentazione e Sviluppo del Cpia di Catanzaro – Rete Calabria. Quindi la presentazione di “Figlia della guerra” di Maria Murmura Folino nell’ambito della quale il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Camillo Falvo ha ricevuto un riconoscimento per il suo impegno a favore della legalità e della giustizia da parte dell’Associazione pro Fondazione Antonino Murmura. È stata poi la volta di Danilo Chirico e di “Storia dell’antindrangheta” e di Eliana Iorfida con “Il figlio del mare”.

L’ultimo lavoro di Abate

Carmine Abate, lo scrittore calabrese di origini arbëreshe ha portato il suo contributo letterario con un appuntamento pomeridiano molto partecipato. Numerosi i lettori che hanno assistito con attenzione al dialogo tra l’autore e la moderatrice Daila Miceli alla scoperta del libro “Il Cercatore di Luce” (edito da Mondadori). Ultima pubblicazione di Abate, frutto di mesi di lavoro e ricerca: un’appassionante storia famigliare intrecciata con l’avventura artistica ed esistenziale di un grande pittore, ambientata in luoghi di struggente bellezza: dal Trentino di Arco e della Scanuppia fino al Maloja e poi alla Sila. «Un romanzo sui luoghi, tanti luoghi. Non c’è solo la Calabria esattamente come nella mia vita non c’è solo la Calabria. Racconto una storia dei giorni nostri intrecciata con la vita di un pittore realmente esistito Giovanni Segantini. Della mia terra racconto la montagna silana e San Giovanni in Fiore». A fare da filo conduttore con le precedenti pubblicazioni è la protagonista e il suo messaggio: «si tratta di una donna anziana, la Moma di origini calabresi ma trasferita in Trentino. Lei è l’esempio di cosa vuol dire vivere per addizione, cioè prendere il meglio dei tanti luoghi in cui hanno vissuto senza pregiudizi o riserve».

Chiusura con il reading di Arminio

Gianfranco Scarfone ha presentato “Frodi. Confessioni di un repressore”; Sandro Scoppa “La casa del nonno”; Danilo Gatto “I Canti della Tonnara”; Silvana Costa “Sono innamorato di Pippa Bacca”. A chiudere la giornata l’emozionante reading di Franco Arminio, “Lettera a chi non c’era. Parola dalle terre mosse”.

© Riproduzione riservata.

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