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Natale e Capodanno, verso un nuovo Dpcm: Italia zona rossa o arancione

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Una probabile nuova stretta in arrivo durante la settimana di Natale. I numeri della curva e deli decessi preoccupano ancora troppo, gli assembramenti nelle vie dello shopping completano il quadro. Il governo sta valutando di intervenire con nuove misure più restrittive nei giorni ‘caldi’, quelli di Natale e Capodanno, magari chiudendo ristoranti e bar anche a pranzo. Si sta pensando, secondo quanto riportato da La Repubblica, ad un irrigidimento delle norme anti-Covid nei giorni ‘ad alto rischio’. L’idea è quella di rendere tutta l’Italia zona rossa o arancione nei festivi e prefestivi. Unica eccezione, una deroga agli spostamenti tra i piccoli comuni. A chi abita in città sotto i 5000 abitanti potrebbe essere data la possibilità di spostarsi fuori dal Comune entro i 30 chilometri.

L’ipotesi, emersa al termine della riunione dei capi delegazione, è adottare norme omogenee in tutta Italia, con un irrigidimento delle disposizioni come avverrà in Germania, per evitare la terza ondata. Il governo ha così deciso per un cambio di passo. Uno dei motivi sono le immagini nelle vie dello shopping di “insopportabili assembramenti” come li ha definiti il commissario per l’emergenza Arcuri.  E poi la decisione della cancelliera tedesca Angela Merkel di varare il lockdown generale. Potrebbe così concretizzarsi nelle prossime ore una serie di interventi mirati per evitare che Natale e Capodanno si trasformino nel detonatore per la terza ondata del virus.

Modello Merkel

Durante la riunione che si è tenuta in serata, quella del premier Giuseppe Conte e dei capidelegazione, anche con il ministro per gli Affari Regionali Boccia, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, è emerso un accordo nel valutare nuove restrizioni nei giorni festivi e prefestivi, seguendo quello che nel governo chiamano ‘modello Merkel’. Tra i nodi da sciogliere sicuramente c’è quello dei ristoranti con i “rigoristi” che spingono per la chiusura anche a pranzo, come avviene per le zone rosse o arancioni. Sembra così tramontare l’ipotesi di un possibile allentamento, tanto invocato dalle Regioni. Tutto il governo, infatti, sembra voler sposare la linea dei ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia che da tempo ribadiscono la necessità di evitare qualsiasi apertura per scongiurare la tanto temuta terza ondata tra gennaio e febbraio.

Il premier Giuseppe Conte continua a chiedere massimo impegno ai cittadini: “Sono ormai lunghi mesi che siamo tutti impegnati, con grandi e piccoli sacrifici, nella battaglia contro il Covid. La nostra comunità nazionale, pur tra mille difficoltà, è riuscita a mostrare un forte spirito di coesione e un grande senso di responsabilità. Sono convinto che continueremo a mostrare questa saldezza anche nelle prossime settimane, in occasione delle festività natalizie. Dobbiamo continuare a impegnarci e a mantenerci vigili per contrastare il contagio. Dobbiamo predisporci ad aderire coralmente alla campagna di vaccinazione. Sarà una mobilitazione che coinvolgerà tante piazze italiane, e che sarà identificata con il simbolo della primula. Il fiore, primo a sbocciare dopo il lungo inverno, accompagnerà simbolicamente tutte le fasi della campagna verso un ideale, graduale risveglio, della nostra vita sociale. Questa volta – conclude il presidente del Consiglio – la sua rinascita sarà anche la nostra”.

Nuovo Dpcm

Per il Pd “occorre valutare l’adozione di nuove misure che garantiscano il contenimento dei contagi”. Il M5S invoca “fermezza e rigore” e anche Italia Viva chiede “misure anche più restrittive di quelle attuali, se necessario, ma comprensibili e coerenti. Perché solo così i cittadini saranno indotti a rispettarle”. E per evitare confusione e rendere tutta l’Italia rossa o arancione nelle giornate più a rischio potrebbe servire un nuovo Dpcm con misure più rigide.

 

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