Natuzza e la “casa delle apparizioni”, al via il mese Mariano: cosa le diceva la Madonna (VIDEO)

Paravati apre le sue porte ai pellegrini di tutto il mondo. La piccola Lourdes di Calabria si è trasformata in un Cenacolo di preghiera a cielo aperto

Maggio. Mese Mariano e Natuzziano. Per tutti i suoi trentuno giorni, Paravati, la piccola Lourdes di Calabria, è pronta ad accogliere migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Nel nome della Madre Celeste e di Mamma Natuzza, il piccolo comune della provincia di Vibo Valentia, si è trasformato in un grande Cenacolo di preghiera a cielo aperto.

Il soffio dello Spirito Santo, in questi giorni di adorazione della Vergine Maria, si è fatto più avvolgente. Come due grandi braccia stringe al suo cuore tutto coloro che chiedono affetto e consolazione. E’ notte. “La landa di terra” in cui Mamma Natuzza, per ispirazione celeste ha voluto che si costruisse il complesso monumentale “Villa della Gioia”, è immersa nel silenzio. Che ti parla al cuore. Ti fa riflettere. Ti spinge ad offrire le sofferenze a quella entità sovrannaturale che, speri, possa lenirle. Dalla spianata antistante il Santuario Mariano “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime“ ancora, “calde e vibranti”, si levano le preghiere di quell’umanità contrita che nel corso degli anni si è inginocchiata davanti a Mamma Natuzza per essere condotta al cospetto della Madre Celeste. Le apparizioni, i suoi dialoghi con la Madonna, Gesu’, la schiera dei Santi e dei defunti.

Il soffio dello Spirito Santo, in questi giorni di adorazione della Vergine Maria, si è fatto più avvolgente. Come due grandi braccia stringe al suo cuore tutto coloro che chiedono affetto e consolazione. E’ notte. “La landa di terra” in cui Mamma Natuzza, per ispirazione celeste ha voluto che si costruisse il complesso monumentale “Villa della Gioia”, è immersa nel silenzio. Che ti parla al cuore. Ti fa riflettere. Ti spinge ad offrire le sofferenze a quella entità sovrannaturale che, speri, possa lenirle. Dalla spianata antistante il Santuario Mariano “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime“ ancora, “calde e vibranti”, si levano le preghiere di quell’umanità contrita che nel corso degli anni si è inginocchiata davanti a Mamma Natuzza per essere condotta al cospetto della Madre Celeste. Le apparizioni, i suoi dialoghi con la Madonna, Gesu’, la schiera dei Santi e dei defunti.

Ma cosa avrà detto la Mamma di tutte le Mamme in queste continue apparizioni avvenute sin dalla sua giovinezza e nella casetta, adesso diroccata di via Natuzza Evolo, in cui visse nei primi anni di matrimonio con il suo amore di una vita Pasquale Nicolace? Lo racconta con semplicità disarmante lei stessa: “La Madonna mi ha detto che Gesu’ è triste. Il mondo rinnova continuamente la sua crocifissione. Quindi c’è bisogno di fare penitenze e di pregare molto”. Mamma Natuzza quando si confidava con l’Assunta usava un linguaggio di totale venerazione. “Ordinatemi Madonna mia, e io faccio tutto quello che voi volete”. La Santa Vergine, con grande garbo, le affidava messaggi del tipo: “Parla con i tuoi di fare un Cenacolo in ogni famiglia, pure di tre o quattro persone. Cominciamo così e poi piano piano si ingrandiscono e la preghiera aumenta. Se fatto con fede di continuo, se fatto con amore e senza fanatismo può crescere, può amare, può invogliare gli altri e il Signore sarà certamente più contento, perché alleggeriamo i suoi dolori”.

La Serva di Dio con la Madre Celeste si confrontava. Le raccontava i suoi affanni quotidiani. Le sue preoccupazioni. Quello che in sostanza facciamo noi quando ci accostiamo alla preghiera. Anche sul modo di pregare Mamma Natuzza ha portato una grande rivoluzione. Lei pregava con naturalezza e semplicità. Chiedeva miracoli per gli altri con insistenza e continuità. Non demordeva mai. Penso che portasse la Madonna allo sfinimento. Così dobbiamo fare noi. Non arrenderci mai sicuri che la Madre Celeste ascolti dall’alto della sua onnipotenza. Natuzza Evolo per noi comuni mortali rappresenta un “porta aperta sull’ aldilà”. Le tracce di questo suo appartenere al mondo e al cielo sono “vive” più che mai in quello che ha fatto. Nell’aiuto spirituale che ha dato alle folle che hanno bussato alla sua porta. I “segni” indelebili di questa donna restano visibili in tutti i luoghi dove lei è vissuta. La sua impronta per l’ eternità è rimasta sia nel suo primo “nido d’amore”, che l’ha vista moglie e madre, sia nella casetta di via Nazionale (zona centrale di Paravati) dove ha accolto con amore i sofferenti della terra. Nel borgo spirituale di Paravati ogni centimetro di terra “tesse lodi” a Mamma Natuzza.

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