‘Ndrangheta, affidati a cooperative i terreni dell’imprenditrice scomparsa Maria Chindamo

“Se la ‘ndrangheta voleva le terre di Maria questo evento ribadisce ancora una volta il miserabile fallimento di questo presunto intento"
maria chindamo

Le proprietà di Maria Chindamo, la commercialista e imprenditrice agricola di 42 anni, originaria di Laureana di Borrello (Reggio Calabria), su decisione del Tribunale di Palmi, saranno affidate alla curatela giudiziaria del gruppo cooperativo GOEL (Global organic textile standard) e alla Comunità Progetto Sud. Maria Chindamo fu aggredita, rapita e fatta sparire il 6 maggio del 2016 in località ‘Montalto di Limbadi’, nel Vibonese, senza che ancora oggi siano stati individuati i colpevoli e il movente del gravissimo episodio. L’azienda di Maria Chindamo e del fratello Vincenzo, che da anni si sta battendo per conoscere la verità sulla tragica scomparsa della sorella, era già divenuta socia di GOEL Bio alla fine del 2021.

Terreni sottratti alle grinfie della ‘ndrangheta

Terreni sottratti alle grinfie della ‘ndrangheta

“Se la ‘ndrangheta voleva controllare le terre di Maria – si legge in un comunicato del GOEL – questo evento ribadisce ancora una volta il miserabile fallimento di questo presunto intento. GOEL e Comunità Progetto Sud sono schierati senza mezzi termini al fianco di Vincenzo e dei figli di Maria, nell’intento di trasformare l’atto infame e disonorato della ‘ndrangheta in una potente testimonianza di libertà rivolta a tutti i calabresi”. “Siamo soddisfatti per l’affidamento dell’azienda di Maria a GOEL Bio. Vediamo nella proposta di GOEL – afferma Vincenzo Chindamo – un’anima imprenditoriale, antimafia, etica, giusta ed efficace. Apprezziamo il dono della gratuità della curatela nella ripartenza della nuova gestione, segno di affetto e vicinanza ai figli di Maria”. In rappresentanza di GOEL e di Comunità Progetto Sud, Vincenzo Linarello e don Giacomo Panizza parteciperanno il prossimo 6 maggio al tradizionale sit-in in memoria di Maria, un impegno e un appuntamento che si rinnovano davanti all’azienda dove Maria è scomparsa, territorio controllato dalla potente cosca di ‘ndrangheta della ‘famiglia’ Mancuso.

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