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‘Ndrangheta Aosta: gup respinge richiesta Regione parte civile

legge severino

“La Regione Autonoma Valle d’Aosta prende atto dell’ordinanza del gup di Torino che la estromette dall’udienza preliminare del procedimento nato dall’inchiesta Geenna e comunica che assumerà le opportune determinazioni in ordine alla costituzione di parte civile per la fase dibattimentale”.

È quanto si legge in una nota dopo che il tribunale di Torino ha respinto la richiesta della Regione Valle d’Aosta di costituirsi parte civile al processo “Geenna” sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Da quanto si apprende da ambienti giudiziari, infatti, la richiesta sarebbe dovuta essere depositata dal governatore Antonio Fosson, che si è dimesso nei giorni scorsi in quanto indagato in un’altra inchiesta coordinata dalla Dda di Torino, che indaga per scambio elettorale politico-mafioso.
Il giudice ha invece accolto le richieste di costituirsi parte civile avanzate dai comuni di Aosta e Saint Pierre e dall’associazione Libera.

Il processo, giunto alla seconda udienza preliminare, si riferisce all’operazione condotta lo scorso gennaio dai carabinieri del Ros, che ha portato all’arresto di 16 persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, tentato scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, traffico di droga, ricettazione di armi. L’indagine, avviata nel 2014, ha provato l’esistenza di una locale operante in Piemonte e riconducibile alla cosca Nirta-Scalzone di San Luca (Reggio Calabria), capeggiata da Marco Fabrizio Donato e composta, fra gli altri, da Bruno Nirta e Antonio Raso, attivi con ruoli di promotori e organizzatori.

Secondo gli inquirenti, la ‘ndrangheta sarebbe riuscita a infiltrarsi nella politica locale, come provato dalla partecipazione al sodalizio, nelle vesti di concorrenti esterni, di amministratori attualmente in carica: il consigliere regionale della Regione Valle d’Aosta Marco Sorbara (all’epoca dei fatti consigliere comunale del comune di Aosta) e Monica Carcea, consigliere comunale nonchè assessore al Bilancio di Saint Pierre (Aosta). Partecipava, invece, in modo diretto all’associazione il consigliere comunale di Aosta Nicola Prettico, che sarebbe stato eletto con l’appoggio del gruppo criminale. Nell’inchiesta era rimasto coinvolto anche un noto avvocato del foro di Torino, Carlo Maria Romeo. Dalle carte dell’inchiesta risulta, inoltre, come la ‘ndrangheta, nella tornata elettorale del 2015, avrebbe tentato un approccio con l’attuale sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, che però aveva rifiutato qualsiasi aiuto. Nell’ambito della stessa operazione, infine, era stata individuata un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina, con al vertice i fratelli Bruno e Giuseppe Nirta, quest’ultimo nel frattempo deceduto.

Redazione Calabria 7

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