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‘Ndrangheta, beni per 200.000 euro confiscati a boss nel Lametino

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Beni per un valore di oltre 200mila euro sono stati confiscati dai finanzieri del comando provinciale di Catanzaro a Vincenzino Iannazzo, detto o “u moretto”, 65 anni, di Lamezia Terme, ritenuto il capo dell’omonimo clan di ‘ndrangheta operante nel territorio di Lamezia e nei comuni limitrofi.

Le indagini

Iannazzo è stato coinvolto nell’operazione “Andromeda” che nel maggio del 2015 portò all’esecuzione di numerosi provvedimenti di custodia cautelare. In primo e secondo grado è stato condannato per associazione mafiosa (con assunzione di posizione verticistica), estorsione e interposizione fittizia di beni.

Le indagini patrimoniali condotte dagli investigatori del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza di Catanzaro, che già lo scorso mese di settembre avevano permesso l’emissione di un provvedimento di sequestro, hanno consentito di ricostruire in capo al presunto boss un complesso patrimoniale il cui valore è risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Il Tribunale di Catanzaro ha confermato il sequestro disponendo la confisca di tutti i beni riconducibili allo Iannazzo. La confisca ha riguardato un’impresa di Lamezia Terme operante nel settore edile, il 50% di una società esercente la commercializzazione di prodotti caseari sempre della città di Lamezia Terme e diversi rapporti bancari e finanziari.

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