Chi comanda a Catanzaro? La mappa della Dia: dominio dei clan dei Gaglianesi e degli Zingari

Resta forte l'influenza dalle cosche crotonesi nell'alto Jonio catanzarese, reggine nel basso jonio e vibonesi nell'area lametina

L’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia aggiornata all’ultimo semestre del 2022 conferma il controllo dei clan “storici” dei Gaglianesi e dei cosiddetti Zingari nella città di Catanzaro ma anche dei Grande Aracri di Cutro la cui influenza sugli affari illeciti nel capoluogo di regione resta forte. La mappa disegnata dagli investigatori della Dia segnala la presenza della ‘ndrina dei Gaglianesi nella zona a nord della città. I suoi tentacoli partono proprio dal quartiere Gagliano, il centro operativo, e si estendono in diversi settori grazie al legame con la potente cosca degli Arena di Isola Capo Rizzuto. Il report segnala quanto avvenuto il 9 novembre del 2022 quando proprio a Gagliano “l’esplosione di un ordigno artigianale causò la morte di due persone intente – secondo l’accusa – a confezionare una bomba rudimentale”. In manette finì nelle ore successive un uomo ritenuto “contiguo al clan dei Gaglianesi e sospettato di essere coinvolto nella preparazione dell’ordigno”.

Le “roccaforti” degli Zingari

L’ultimo semestre del 2022 ha registrato anche diverse operazioni nei quartieri a Sud della città considerati, invece, il fortino dei clan degli Zingari. Aranceto, ad esempio, è una delle roccaforti dei gruppi di etnia Rom e la Direzione investigativa antimafia nell’aggiornamento della sua mappa evidenzia il dominio delle famiglie Bevilacqua e Passalacqua dedite prevalentemente allo spaccio di sostanze stupefacenti e di furti di autoveicoli. Le inchieste piuttosto recenti coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri hanno riattualizzato la loro operatività che ha creato e continua a creare allarme sociale a Catanzaro. Le famiglie di etnia Rom sono sempre più prevalenti nella criminalità organizzata catanzarese e la Dia evidenzia anche la presenza dei Berlingieri, Passalacqua e Abbruzzese nei quartieri Santa Maria e Lido. In questo caso, oltre allo spaccio di sostanze stupefacenti, i clan si occuperebbero anche delle attività estorsive che, in termini pratici, si traduce in minacce, intimidazioni, danneggiamenti ai danni di aziende e imprenditori.

La geografia della ‘ndrangheta nel Lametino

L’area più instabile – secondo quanto emerge dal report della Dia – è quella di Lamezia dove i clan si starebbero riorganizzando dopo i duri colpi inferti dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro negli anni passati. Inchieste che hanno decapitato le cosche più importanti fino a radere al suolo la ‘ndrangheta lametina. La “malapianta” non è stata del tutto estirpata e a Lamezia si confermerebbe “la presenza di una variegata compagine composta dalla ‘ndrina confederata denominata Iannazzo-Giampà-Cannizzaro-Da Ponte, egemone grazie all’alleanza con i Cerra-Torcasio-Gualtieri, un tempo rivali”. Oltre alle storiche cosche che oggi si sarebbero riunite in una sorta di cartello anche Lamezia deve fare i conti con i clan di etnia Rom.  Dalla Piana al Reventino il passo è breve. Nel territorio di Soveria Mannelli e Decollatura, area nota come “massiccio del Reventino”, “sarebbero operative – da quanto si legge nelle tre pagine che la Dia dedica alla provincia di Catanzaro – le famiglie Scalise e Mezzatesta, tra loro contrapposte, attive anche nell’area montana della Presila catanzarese e gerarchicamente dipendenti dalle ‘ndrine Iannazzo-Daponte-Cannizzaro e Giampà di Lamezia Terme”.  

I clan a Soverato e nell’entroterra catanzarese

Nel Comune di Soverato, la Dia sottolinea “l’indebolimento della cosca Sia-Procopio-Tripodi mentre emergerebbero nuovi esponenti all’interno del gruppo Procopio-Mongiardo di San Sostene Superiore particolarmente attivi nel settore delle estorsioni consumate in danno di imprese edili impegnate in appalti pubblici”. Il comprensorio di Girifalco, altro centro importante dell’entroterra catanzarese, continuerebbe ad essere conteso dalle ‘ndrine Passafaro e Cossari “in contrasto tra loro per la gestione dei proventi derivanti dallo spaccio di stupefacenti e dalle attività illecite connesse con il controllo degli appalti”. A Chiaravalle, Cardinale e Torre di Ruggiero risulterebbero presenti le ‘ndrine Iozzo-Chiefari e Sestito tra loro contrapposte ed entrambe dedite al traffico di stupefacenti. “Dall’analisi complessiva eseguita sugli esiti investigativi concernenti i rapporti tra i clan delle diverse province, è emerso – evidenzia la relazione della Direzione investigativa antimafia – che la zona dell’alto Jonio catanzarese sarebbe influenzata dalle cosche isolitane (Isola di Capo Rizzuto) e crotonesi; il territorio del basso Jonio catanzarese, invece, sarebbe condizionato dai gruppi jonico-reggini, mentre l’area lametina risentirebbe dell’influenza delle cosche reggino-vibonesi con stretti legami tra i sodalizi dell’alto tirreno catanzarese e del basso tirreno cosentino”.

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
Il camion che trasportava sostanze acide si è ribaltato per cause in corso d'accertamento. La vittima stava terminando il turno di lavoro
Alla vista dei Carabinieri hanno lanciato la droga dal finestrino. In casa è saltato fuori anche un bilancino e un altro grammo di hashish
"È solo un segmento di una strategia complessiva", ha precisato il sindaco di Catanzaro, "ci vuole altro, lo sappiamo, e ci stiamo lavorando"
L'uomo, probabilmente distratto, non si è accorto che l'autobus, che lo precedeva, stava frenando. In ospedale sotto choc anche la conducente
La notizia è stata diffusa da un ristorante che ha dovuto annullare uno degli eventi in cui era prevista la presenza dell'attrice
Nell'involucro 10 grammi di cocaina, ma in casa anche marijuana. Il 56enne deteneva invece 3,5kg di marijuana. Scovata anche una piantagione
Il sindacato evidenzia una "inspiegabile" assegnazione dei fondi e bacchetta Occhiuto e il Dipartimento alla Salute in "silenzio assordante"
L'allerta, diramata dalla Protezione Civile, coinvolge un totale di 6 regioni. Ecco la mappa delle aree a rischio in Calabria
Nell'impatto, avvenuto in nottata, l'auto parcheggiata è stata scaraventata contro un palo dell'illuminazione
Latitante per 30 anni e in manette dal 16 gennaio scorso, è morto nella stanza blindata dell'ospedale de l'Aquila in cui ricoverato da agosto
RUBRICHE

Calabria7 utilizza cookie, suoi e di terze parti, per offrirti il miglior servizio possibile, misurare il coinvolgimento degli utenti e offrire contenuti mirati.

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2023 © All rights reserved