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‘Ndrangheta, clan Piscopisani: 2 finanzieri tra i 57 indagati (NOMI)

Secondo quanto ricostruito dalla Finanza gli arrestati utilizzavano termini criptici e codificati per parlare con i propri debitori

Avviso di conclusione indagini per 57 persone coinvolte nell’inchiesta antimafia “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani con base operativa nella frazione Piscopio di Vibo Valentia. La Dda di Catanzaro, rispetto al blitz dell’aprile dello scorso anno, ha notificato l’avviso anche a due finanzieri in servizio a Vibo Valentia. Si tratta di Giovanni Tinelli, 43 anni, originario di Trieste, appuntato della Guardia di Finanza in servizio a Vibo, e di Mariano Natoli, 51 anni, di Termini Imerese, anche lui finanziere in forza al Reparto operativo della Guardia di Finanza di Vibo con mansioni di addetto alla sala operativa del comando provinciale.

Tinelli è accusato di favoreggiamento personale per aver omesso di denunciare Raffaele Moscato, esponente di spicco dei Piscopisani e dal 2015 collaboratore di giustizia, mentre Natoli è accusato di aver rivelato nel 2013 segreti d’ufficio in relazione all’operazione “Lybra” contro il clan Tripodi di Porto Salvo e Vibo Marina. L’accusa principale per quasi tutti gli indagati è di associazione mafiosa. Il clan dei Piscopisani sarebbe retto dalle “famiglie” Fiorillo, Galati e Battaglia e si sarebbe reso protagonista di estorsioni, rapine, tentati omicidi, traffico di droga e intestazione fittizia di beni, contrapponendosi al clan Mancuso di Limbadi e Nicotera.

Redazione Calabria 7

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