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‘Ndrangheta, difesa Lupacchini: “Trasferimento ingiusto”

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Lupacchini, “rimasto inascoltato in sede istituzionale”, ha “rappresentato pubblicamente lo stesso dato oggettivo rimasto inevaso” e “per tale ragione, anziché ricevere finalmente attenzione, ha subito ingiustamente un trasferimento d’ufficio lontano dal distretto nel quale ha, con disciplina e onore, semplicemente cercato di esercitare le proprie funzioni”.

Lo sottolinea l’avvocato Ivano Iai, difensore del magistrato, dopo la decisione del Csm di trasferire Lupacchini alla procura generale di Torino, nell’ambito del procedimento cautelare disciplinare promosso nei suoi confronti dal ministro e dal pg di Cassazione in merito alle affermazioni, contenute in un’intervista al Tgcom sulla maxioperazione anti ‘ndrangheta dello scorso dicembre, che avrebbero delegittimato l’operato del capo della procura di Catanzaro Nicola Gratteri. “Appare evidente – continua il difensore – che al dottor Lupacchini non sia stata semplicemente applicata una misura cautelare, con le finalità che la stessa comporta per rimediare a un presunto e non concreto pericolo di incompatibilità all’esercizio delle funzioni nel distretto, quanto una vera e propria anticipazione di sanzione, oggettivamente e severamente punitiva, oltre che ostile, avendo disposto il trasferimento del magistrato, con perdita delle funzioni direttive, a 600 km di distanza dalla città di Roma e a oltre mille km da Catanzaro”.

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