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‘Ndrangheta e curia, vescovo di Locri: “Addolorato per la gravità delle accuse a Don Strangio”

Il parroco di San Luca, rettore del santuario di Polsi, appare tra i condannati della sentenza di primo grado del processo Gotha a Reggio Calabria. La Dda aveva chiesto per lui una condanna a 13 anni di reclusione, la pena inflitta dai giudici è invece di 9 anni e 4 mesi) in quanto ritenuto figura funzionale ai clan. Monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, commenta la condanna del sacerdote don Pino Strangio, nell’ambito del processo di ‘ndrangheta Gotha. ““Essendo appena rientrato dalla visita pastorale nella Vicaria Sud della Diocesi, mi coglie improvvisa la decisione di primo grado del Tribunale di Reggio Calabria sulla vicenda processuale che interessa don Pino Strangio. La condanna penale in primo grado di un sacerdote della diocesi – aggiunge – suscita dentro di me sentimenti diversi. Pur non conoscendo ancora le motivazioni della sentenza, da una parte sono profondamente addolorato per la gravità delle accuse che hanno portato alla determinazione del Collegio penale e dall’altra ho molta fiducia nell’operato della magistratura. Mi propongo d’incontrare il sacerdote appena possibile, per un’approfondita valutazione della sua vicenda giudiziale nel contesto pastorale ed ecclesiale”.

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