‘Ndrangheta e droga dal Sud America in Calabria, la Dda di Catanzaro chiede 21 rinvii a giudizio (NOMI)

A rischiare il processo anche l'indagato vibonese Francesco Callà, dipendente civile del Ministero dell’Interno
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Importazione di droga dal Sud America e smerciata da affiliati della ‘ndrangheta in tutta Italia, trasporto e successiva cessione a terzi di fiumi di cocaina per agevolare diverse organizzazioni criminali, dalla cosca di Guardavalle alla famiglia dei Pesce-Bellocco-Molè, operante nella Piana di Gioia Tauro. Il sostituto procuratore della distrettuale antimafia di Catanzaro Debora Rizza ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 21 imputati coinvolti in un troncone dell’inchiesta “Nuova Narcos Europea”, che rientra nell’ambito di una più ampia indagine, coordinata anche dalla Dda di Reggio e di Milano e che ha portato a novembre 2021 a un centinaio di arresti. Si tratta di un filone dell’inchiesta finito inizialmente davanti al gup di Firenze, che su istanza della difesa si era dichiarato incompetente, trasmettendo gli atti alla Procura di Catanzaro (LEGGI).

I nomi dei 21 indagati

I nomi dei 21 indagati

Rischiano il processo Mario Palamara, 55 anni, nato a Melito Porto Salvo, ma residente a Palmasina (MB); Francesco Riitano, 42 anni, di Guardavalle; Giuseppe Antonio Ierace, 44 anni, residente a Guardavalle; Emanuele Fonti, 63 anni, residente a Casorezzo (Milano); Antonino Fonti, 40 anni, residente a Rapallo (GE); Elisa Fonti, 34 anni, di Milano; Rosalia Celesti, 59 anni, di Messina; Massimo Antonini, 65 anni, di Livorno; Mario Billi, 44 anni, di Livorno; Giordano Farioli, 62 anni, di Castelnuovo Garfagnana; Fabio Cioni, 61 anni, di Livorno; Nicodemo Francesco Callà, 68 anni, di Mileto; Rocco Molè, 27 anni, residente a Gioia Tauro; Simone Ficarra, 30 anni, di Gioia Tauro; Domenico Ficarra, 39 anni, residente a Gioia Tauro; Carlo Bronzati, 33 anni, di Genova; Andrea Frascà, 38 anni, residente a Badolato; Carmelo Maesano, 49 anni di Melito Porto Salvo; Giacomo Pugliese, 52 anni, di Montebello Jonico; Marco Luigi Zaninello, 48 anni, di Milano e Natale Ursino, 53 anni, di Locri.

Le ipotesi di accusa

I reati contestati, in questo filone, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante mafiosa, al possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, alla detenzione di droga ai fini di spaccio, al favoreggiamento personale e alla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio. Tra gli indagati, compaiono i nomi di Francesco Riitano, Antonio Giuseppe Ierace di Guardavalle, che, secondo le ipotesi di accusa, avrebbero svolto il ruolo di committenti, gestendo in Italia dal Sud America, l’importazione della cocaina sulla scorta dei propri contatti con i cartelli Sudamericani, demandando ad Emanuele Fonti, l’attività di coordinamento tra i vari sodali incaricati del recupero della droga. Ma chi è Emanuele Fonti secondo le ipotesi di accusa? Il trait d’union tra le organizzazioni criminali committenti (la cosca di Guardavalle, i Gallace, e la cosca dei Pesce- Bellocco- Molè- operante nella Piana di Gioia Tauro, di cui Rocco Molè, Simone e Domenico Ficarra risulterebbero i referenti) e i numerosi sodali incaricati anche del recupero della droga.

I favori del dipendente del Ministero dell’Interno per proteggere i latitanti

Il vibonese Francesco Callà, dipendente civile del Ministero dell’Interno, in servizio al Commissariato di Polizia di Stato di Legnano, secondo le ipotesi accusatorie, approfittando della suo ruolo di pubblico ufficiale, avrebbe fatto rilasciare una serie di falsi documenti “validi”  per l’espatrio, utilizzati da Mario Palamara (per il quale si procede separatamente per garantirsi la latitanza). “Favori” elargiti anche a Riitano, all’epoca dei fatti  anche lui latitante. 

L’udienza preliminare

Il gup distrettuale di Catanzaro ha fissato l’udienza preliminare, per il prossimo 1 febbraio e gli avvocati difensori, Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Michele D’Agostino, Silvana Bianchi, Gianluca Crusco, Gabriele Lanzi, Piero Mancuso, Cesare Placanica, Giuseppe Saverio Tripepi, Emanuele Canepa, tenteranno di smontare le ipotesi accusatorie.

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