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‘Ndrangheta ed estorsioni a Lamezia, chieste 23 condanne. Due a giudizio

lentini

 Ha chiesto 23 condanne a pene comprese tra 1 e i 10 anni di reclusione il pm della Dda di Catanzaro Elio Romano per gli imputati, giudicati con rito abbreviato, accusati di aver commesso una serie di estorsioni aggravate dalle modalità mafiose ai danni di alcuni esercizi commerciali del Lametino. Il pubblico ministero davanti al gup distrettuale Antonio Battaglia  ha chiesto per Emiliano Fozza, 10 anni e 4 mila euro di multa; Danilo Pileggi,6 anni e 2mila euro di multa; Michelina Giampà, 8 anni e 6mila euro; Luciano Trovato, 6 anni e 2mila euro; Alberto Giampà(34anni), 6 anni e 2 mila; Alberto Giampà(38 anni) 6 anni e 2mila;Giuseppina Giampà, 2 anni e millecinquecento di multa; Rosa Giampà, 2 anni, sei mesi e 2mila euro di multa; Domenico Chirico, inteso “U Duru”, 8 anni e 3mila euro; Gianluca Giovanni Notarianni, 2 anni e sei mesi; Antonio Voci,2 anni e millecinquecento di multa; Maurizio Molinaro, 2 anni e millecinquecento di multa; Aldo Notarianni, 2 anni, sei mesi e 2mila euro di multa; Luigi Notarianni, 2 anni, sei mesi e 2mila euro; Domenico Chirico, inteso “ U Battero, 2 anni e millecinquecento di multa; Giuseppe inteso Cutulicchio Cappello,6 anni e 2mila euro; Luigi Paolino Meliadò, 3 anni e millequattrocento di multa; Giuseppe Giampà, 1 anni sei mesi e milleduecento di multa; Saverio Cappello, 1 anno, 4 mesi e 800 di multa; Giuseppe Cappello, 1 anno, quattro mesi e 800 di multa; Angelo Torcasio, 1 anno, 4 mesi e 700 di multa; Umberto Egidio Muraca, 1 anno, 4 mesi e 800 multa; Domenico Giampà, 1 anno e 700 euro di multa.Per alcuni imputati il pm della distrettuale ha chiesto pene più leggere, solo perchè in continuazione con altri reati relativi a sentenze già passate in giudicato.

I due rinvii a giudizio. Altri due imputati che hanno scelto il rito ordinario Claudio Paola e Vincenzo Giampà  sono stati rinviati a giudizio, come richiesto dalla Dda. Per entrambi il processo inizierà il 10 dicembre davanti al Tribunale collegiale di Lamezia. Per gli altri 23 imputati, che hanno optato per il rito abbreviato, l’udienza è stata aggiornata al prossimo 15 luglio, giorno in cui inizieranno le arringhe difensive dei legali impegnati nel processo: tra gli altri, Francesco Gambardella, Antonio Larussa, Alessandra Marchese, Leopoldo Marchese, Giusy Caliò, Lucio Canzoniere, Rita Cellini, Claudia Conidi.

Le estorsioni in discoteche, bar e negozi.  I fatti  estorsivi si sarebbero verificati tra il 2006 e il  2012 e secondo le ipotesi accusatorie Fozza, Pileggi e Giuseppe Giampà avrebbero costretto il titolare del bar “Cartablanca” ad acquistare i prodotti commercializzati dalla Gt distribuzione, società intestata  a Franca Teresa Meliadò, moglie di Giuseppe Giampà, figlio del professore, riconosciuto a Lamezia boss indiscusso della cosca Giampà e di fatto a lui riconducibile.  Richieste estorsive sarebbero state indirizzate dallo stesso Fozza e Giampà con Meliadò all’indirizzo del titolare del bar pizzeria “Pappa e Ciccia”, costretto ad acquistare gli stessi prodotti della Gt distribuzione. Altri imputati avrebbero costretto sotto minaccia di ritorsioni, nel caso in cui di rifiuto,  l’organizzatore di serate di ballo al bar discoteca “HangLoose Beach” a Gizzeria e “Dandy Samart” in località Bagni di Lamezia Terme, a farli entrare gratuitamente nei locali nel corso delle serate da ballo e per l’intera stagione estiva. Avrebbero anche costretto il barman, responsabile degli acquisti del Lido Bar discoteca “Le B club” di Gizzeria  a  consegnare loro varie bottiglie di prosecco e a far assumere, attraverso il diretto interessamento di Angelo Torcasio, Vincenzo Giampà detto “Enzo” quale esercente la guardania in nome e per conti della cosca Giampà.

Gli sconti imposti al 50%. Le minacce estorsive, sarebbero state indirizzate anche al titolare di una boutique “Il Principe”, costretto a praticare loro sistematicamente lo sconto del 50% sui vari capi di abbigliamento e a fare lavorare di fatto Michelina Giampà in qualità di addetta alle vendite e ai rapporti con la clientela, pur senza esserne formalmente assunta. (g. p.)

 

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