‘Ndrangheta, Gratteri e il coraggio di denunciare: “Scegliere da quale parte stare” (VIDEO)

Di Mimmo Famularo – Il coraggio di denunciare e quello di ricominciare. In poco più di un anno la vita di Carmine Zappia è cambiata. In meglio. Era finito in una vera e propria odissea, un autentico incubo senza fine, “strozzato” dai suoi aguzzini, ostaggio della ‘ndrangheta. La liberazione con una semplice denuncia. Un gesto normale altrove, straordinario a Nicotera, il regno dei Mancuso. Oggi, Carmine Zappia è un simbolo del riscatto e della rinascita. Un esempio da seguire per imprenditori e commercianti. Un gesto straordinario per tornare alla normalità, ovvero riaprire il proprio tabacchino, nel pieno centro abitato di Nicotera. Ha denunciato il boss Antonio Mancuso e ha fatto arrestare i suoi “aguzzini” che oggi sono in carcere e sotto processo. Uscito dall’incubo, ha realizzato il suo sogno. “La cosa più grande? Riprendere a fare il tabaccaio. Oggi mi sento molto bene e non ho paura”. Il coraggio di Carmine Zappia è in queste parole. Il sorriso sulle labbra, la commozione negli occhi e il nastro del suo tabacchino tagliato alla presenza del procuratore antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri, del procuratore di Vibo Camillo Falvo, dei vertici delle forze dell’Ordine, di diverse autorità civili e religiose, di chi ha già scelto da quale parte stare.

Di Mimmo Famularo – Il coraggio di denunciare e quello di ricominciare. In poco più di un anno la vita di Carmine Zappia è cambiata. In meglio. Era finito in una vera e propria odissea, un autentico incubo senza fine, “strozzato” dai suoi aguzzini, ostaggio della ‘ndrangheta. La liberazione con una semplice denuncia. Un gesto normale altrove, straordinario a Nicotera, il regno dei Mancuso. Oggi, Carmine Zappia è un simbolo del riscatto e della rinascita. Un esempio da seguire per imprenditori e commercianti. Un gesto straordinario per tornare alla normalità, ovvero riaprire il proprio tabacchino, nel pieno centro abitato di Nicotera. Ha denunciato il boss Antonio Mancuso e ha fatto arrestare i suoi “aguzzini” che oggi sono in carcere e sotto processo. Uscito dall’incubo, ha realizzato il suo sogno. “La cosa più grande? Riprendere a fare il tabaccaio. Oggi mi sento molto bene e non ho paura”. Il coraggio di Carmine Zappia è in queste parole. Il sorriso sulle labbra, la commozione negli occhi e il nastro del suo tabacchino tagliato alla presenza del procuratore antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri, del procuratore di Vibo Camillo Falvo, dei vertici delle forze dell’Ordine, di diverse autorità civili e religiose, di chi ha già scelto da quale parte stare.

“Zappia? Un esempio da imitare”

“E’ un momento favorevole, oserei dire storico. La provincia di Vibo – dice Gratteri – è quella dove abbiamo fatto più indagini e ottenuto più risultati. Penso che l’opinione pubblica non abbia da lamentarsi. Ora però i cittadini devono posizionarsi senza alcun tentennamento, devono fare un passo in avanti e scegliere da quale parte stare”. Il procuratore antimafia di Catanzaro ha quindi sottolineato l’importanza di sostenere Zappia soprattutto nel momento in cui si spegneranno i riflettori. “Dobbiamo diventare clienti di Zappia e dimostrare concretamente che stiamo dalla sua parte. Per noi è un modello di cittadino, bisogna copiare il suo coraggio, la sua determinazione, il suo senso di stato, la sua coerenza”.

L’importanza di denunciare in un momento storico

Rendere il suo esempio una cosa normale è l’obiettivo da perseguire. Il procuratore di Vibo Camillo Falvo sottolinea l’importanza di denunciare. “Fino a qualche mese fa era difficile. I veri eroi sono quelli che denunciano ma noi dobbiamo invertire la tendenza specie nel Vibonese e fare diventare mosche bianche coloro che non lo fanno. Stiamo lavorando con la Procura di Catanzaro come se fossimo un’unica realtà. Molto è stato fatto ma c’è ancora tanto da fare. Invitiamo la gente soggiogata da questo cancro a venire a denunciare e a fidarsi di noi. Questo è il momento buono e una congiuttura così favorevole non si ripeterà facilmente”.

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