‘Ndrangheta, il latitante Edgardo Greco potrebbe tornare in libertà per un vizio di forma

Il cosentino era in Francia da 16 anni sotto falso nome e faceva il pizzaiolo dopo la condanna all'ergastolo per duplice omicidio
Edgardo Greco

Si faceva chiamare Paolo Dimitrio e lavorava come pizzaiolo in Francia, fino all’arresto, avvenuto il 2 febbraio scorso a Saint-Etienne. Edgardo Greco, cosentino ex membro della ‘ndrangheta affiliato del clan Perna-Pranno era latitante da ben 16 anni in Francia, dove si nascondeva a seguito della condanna all’ergastolo per duplice omicidio nel contesto di una guerra di mafia, per il quale si è però sempre dichiarato innocente. “Ero presente nel posto sbagliato al momento sbagliato”, ha infatti detto ai giornalisti di un quotidiano locale. Ma il punto è un altro. Sebbene la giustizia francese avesse già dato il via libera all’estradizione di Greco, lo stesso potrebbe ora, per un vizio procedurale, addirittura tornare libero.

Il vizio procedurale che potrebbe rimettere Greco in libertà

A sostenerlo è il suo avvocato difensore, David Metaxas, al sito Francetvinfo. Oggi, 5 dicembre, la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi e Metaxas si è detto “fiducioso”. Fiducia che arriva, per l’appunto, dal vizio procedurale notato dal legale: “La camera che ha esaminato la richiesta di estradizione di Greco – ha precisato ai giornalisti – era composta da tre magistrati. Questi tre magistrati avrebbero dovuto essere gli stessi che hanno partecipato all’udienza dello scorso marzo. Ma questa condizione non si sarebbe verificata”. Un errore tecnico, dunque, difficile da aggirare perché per la Legge francese è causa di nullità. Qualora la sentenza di oggi dovesse dare parere favorevole alle tesi del legale, il rischio è addirittura che Greco possa essere rimesso in libertà.

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