Calabria7

‘Ndrangheta in Emilia, la “sindrome di Grimilde” e il potere dei Grande Aracri

Fu il primo comune nella storia dell’Emilia-Romagna a essere sciolto per infiltrazioni mafiose. Brescello torna alla ribalta della cronaca giudiziaria a qualche anno di distanza e la situazione non appare cambiata secondo quanto scrive il gup del Tribunale di Bologna Sandro Pecorella tra le 1400 pagine della sentenza del processo di ‘ndrangheta scaturito dall’inchiesta “Grimilde” che lo scorso mese di ottobre si è chiuso con 41 condanne e il riconoscimento dell’associazione mafiosa. “La situazione – scrive il giudice – non appare cambiata, almeno nelle sue manifestazioni spicciole esteriori, dato che anche all’attualità la polizia municipale di Brescello non fa la multa in caso di sanzioni stradali, tipo divieto di sosta, agli appartenenti della famiglia Grande Aracri”. Nella sentenza si ricostruisce un episodio, raccontato in un interrogatorio a ottobre 2019, di offese a un vigile con una multa strappata. “Se ne ricava – sintetizza il gup – che almeno a Brescello e nel 2019 la cosiddetta ‘sindrome di Grimilde’, che dà il nome al processo, è ancora in azione: la società non vuole guardarsi allo specchio per non essere messa di fronte alla realtà”.

“Poche denunce anche dopo lo scioglimento”

Il gup evidenza poi che nel paesino emiliano raccontato da Guareschi con 5500 abitanti, 1700 dei quali di origine calabrese, sono sempre pochi a denunciare. “Emblematico in tale senso – sottolinea il giudice citando la relazione della commissione d’inchiesta che portò, nel 2016, allo scioglimento dell’amministrazione comunale per mafia – l’atteggiamento del personale del Comune di Brescello, apparso ancorato a quella che sembra essere una posizione di inconsapevolezza, in taluni casi mista a timore, verso l’argomento criminalità organizzata”.
Nel descrivere la penetrazione della criminalità organizzata, il giudice sottolinea come la ‘ndrina dei Grande Aracri, “in linea con le moderne strategie sociali della ‘ndrangheta, faceva in modo di accreditarsi a Brescello attraverso comportamenti apparentemente innocui, entrando illecitamente in punta di piedi nelle articolazioni economiche e sociali della città, cercando di scongiurare così reazioni di allarme sociale prefigurabili in presenza di episodi violenti e eclatanti”.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Incendiati mezzi di un’impresa nel Cosentino

manfredi

Nas di Catanzaro sequestrano una tonnellata di formaggio con muffa

Matteo Brancati

Vibo, controlli Guardia Costiera: sanzioni per irregolarità

Andrea Marino
Click to Hide Advanced Floating Content