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‘Ndrangheta, narcotraffico e riciclaggio: chiesto il processo per i clan Nirta e Morabito nel Reggino. 115 indagati (NOMI)

Stralciate 4 posizioni nell'inchiesta Eureka. Persone offese il Ministero dell’Interno, la Regione Calabria e il Comune di Bianco
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E’ arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per 115 indagati, compresi i capi e i sodali delle cosche Nirta- Strangio di San Luca e Morabito di Africo, coinvolti nell’inchiesta Eureka, che ha portato il 3 maggio dell’anno scorso i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria, con il supporto in fase esecutiva dei comandi provinciali dei Carabinieri di Catanzaro, Vibo Valentia, Pescara, Milano, Salerno, Catania, Savona, Bologna, Vicenza, L’Aquila, Ancona, Roma, Cagliari, degli Squadroni Eliportati Cacciatori di Calabria, Puglia e Sicilia, ad arrestare 108 indagati. La Dda di Reggio ha stralciato la posizione di 4 indagati, i cui nomi a differenza dell’avviso di conclusione delle indagini non compaiono più nella richiesta di rinvio a giudizio.

Si tratta di Pasquale Bevilacqua, di Melito Porto Salvo; Rocco Morabito, di Africo; Vincenzo Pasquino, di Torino e Bruno Raschellà, di Bianco. Gli imputati si dovranno difendere a vario titolo di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, detenzione e traffico di armi anche da guerra, riciclaggio, favoreggiamento, procurata inosservanza di pena, trasferimento fraudolento di valori. 

I nomi degli indagati che rischiano il processo

I pm della distrettuale di Reggio Diego Capece Minutolo e Alessandro Moffa hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Lucio Aquino, di Torano Castello; Massimo Ballone, di Pescara; Antonio Stefano Bartolo di Bianco; Vincenzo Brandimarte, di Rizziconi; Bartolo Bruzzaniti, di Vercelli; Domenico Bruzzaniti, di Garvagnate Milanese; Leone Bruzzaniti, di Africo; Vincenzo Bruzzese, di Mezzago; Antonio Callipari, di San Luca; Carmine Amedeo Cappelletti, di Avezzano; Nicolino Catananti, di Gioia Tauro; Carmelo Condoluci, di Cinquefrondi; Maurizio Costanzo, di San Luca; Sebastian Costanzo, di Monaco di Baviera; Francesco Cristiano, di Bianco; Saverio Cristianodi Bianco; Gennaro Crugliano, di Cirò Marina; Daniele Crugliano, di Cirò Marina; Giovanni De Luggo, di San Giovanni Vesuviano; Michele Di Piano, di Ventimiglia; Carmelo Di Stefano, di Catania; Giovanni Falzea di Africo; Rosario Falzea di Africo; Giuseppe Ficara, di San Luca; Pietro Fotia, di Savona; Bruno Galatà di Mongiana; Vincenzo Galatà di Mongiana; Benjamino Galluzzo, Monaco di Baviera; Antonio Giampaolo, 29 anni, di San Luca; Antonio Giampaolo, 40 anni, di Roma; Gianluca Giampaolo, di San Luca; il latitante Giuseppe Giampaolo, 6 febbraio 2000, di San Luca; Giuseppe Giampaolo, 26 agosto 2000, di San Luca; Sebastiano Giampaolo, 61 anni, di San Luca; Sebastiano Giampaolo, 41 anni, di San Luca; Bruno Giorgi, di San Luca; Caterina Giorgi, di Benestare; Domenico Giorgi, 36 anni di San Luca; Domenico Giorgi, 61 anni, di Benestare; Francesco Giorgi, 36 anni, di Bovalino; Francesco Giorgi, 26 anni, di San Luca; Giuseppe Giorgi, 31 anni di San Luca; Giuseppe Giorgi, 50 anni, di San Luca; Salvatore Giorgi, 49 anni, di San Luca; Sebastiano Giorgi, 22 anni, di San Luca; Sebastiano Giorgi, 31 anni, di Benestare; Vincenzo Giorgi, di San Luca; Francesco Gligora, di Africo; Giuseppe Grillo, di Casorate Primo; Indrit Kolgjokaj, residente a Bologna; Domenico Iannaci, di Sinopoli; Vincenzo Larosa, di Taurianova; Valerio Leandro, di Simbario; Filippo Leuzzi, di Delianuova; Antonio Mammoliti, Germania; Domenico Mammoliti, di Duisburg; Francesco Mammoliti, di Bovalino; Giuseppe Mammoliti, Germania; Sebastiano Mammoliti, di San Luca; Antonio Maria, di San Luca; Teresa Maria, di Monaco di Baviera; Giuseppe Micchia, Portogallo; Antonio Minichino, di Casalnuovo; Domenico Antonio Mollica; di Africo; Leo Mollica, di Africo; Carmelo Morabito, di Bianco; Antun Mrdeza, Croazia; Michele Murdaca, di San Luca; Francesco Nesci, di Soriano; Giovanni Nesci, di Soriano; Antonio Nirta, di San Luca; Francesco Nirta, di Benestare; Giuseppe Nirta, di Genk; Marcello Nirta, di Genk; Stefano Nirta, di San Luca; Nebojsa Obradovic, residente a Milano; Donato Oliviero, di Genk; Antonio Fausto Palumbo, di Montebello Jonico; Carmelo Pelle, di Bianco; Sebastiano Pelle, di San Luca; Cosimo Pellicano, di Montepaone; Giuseppe Carmelo Pellicano, di Montepaone; Paolo Pellicano, di Montepaone; Francesco Perre, 62 anni, di Platì; Francesco Perre, residente in Germania; Paolo Perre, di Platì, Rocco Perre, di Platì; Francesco Perri, di Africo; Ivano Piperissa, residente in Germania; Vincenzo Porfida, di Palmi; Chiara Procopio, San Sostene; Pasquale Prossomariti, di Ricadi; Pietro Raschellà di Platì; Antonio Reitano, di Gioia Tauro; Antonio Romeo, 53 anni di San Luca; Antonio Romeo, 44 anni, di San Luca; Domenico Romeo, 32 anni di Bovalino; Domenico Romeo, 25 anni, residente in Germania;  Sebastiano Romeo, 21 agosto 1997; Sebastiano Romeo, 17 marzo 1997, di San Luca;  Sebastiano Romeo, 46 anni di Locri; Daniele Ruggeri, Castelnuovo di Porto; Rocco Rugnetta, di San Procopio; Giuseppe Scidone, di Gioia Tauro;  Santo Scipione, di Bovalino; Francesco Sculli, di Bianco; Francesco Signati, di Bianco; Nicolino Maria Spanò, di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio; Giuseppe Staiti, di Africo; Francesco Strangio, 57 anni, di Melito Porto Salvo; Francesco Strangio, 31 anni, di San Luca; Sebastiano Strangio, 53 anni; Sebastiano Strangio, 48 anni, di Benestare; Gregorio Tassone, di Spadola; Sebastiano Junior Utano, di Melito Porto Salvo.

Il maxi blitz Eureka

L’indagine è scattata a  giugno del 2019 a seguito di raccordi tra l’Arma e la Polizia federale belga che stava investigando su alcune persone riconducibili alla cosca “Nirta” di San Luca attiva a Genk (BE), dedita, tra l’altro, al narcotraffico internazionale. Le attività dell’arma, inizialmente orientate verso la famiglia “Strangio Fracascia” di San Luca, riconducibili ai “Nirta”, sono state progressivamente estese a diverse famiglie dello stesso centro aspromontano, interessando anche la locale di ‘ndrangheta di Bianco, nel cui ambito sono stati ricostruiti gli assetti interni, l’acquisto di cospicue quantità di cocaina per il mercato locale (non concretizzatesi per mancanza di accordo con i fornitori), di detenzione e porto di armi da guerra clandestine, del ritrovamento di capitali illeciti in attività imprenditoriali, sia in Italia che all’estero, in particolare nei settori della ristorazione, del turismo e immobiliare. È stato inoltre approfondito il contesto criminale riguardante Rocco Morabito detto “Tamunga”, già latitante di massima pericolosità inserito nel programma speciale di ricerca del Ministero dell’Interno, arrestato in Brasile nel maggio 2021, unitamente a Pasquino Vincenzo, all’epoca latitante per la Dda di Torino. Anche in questa circostanza le investigazioni si sono avvalse di un’ampia collaborazione internazionale, tra gli altri, con la Polizia Federale Brasiliana, Fbi, Dea e Interpol. Nel corso delle indagini finalizzate alla cattura del Morabito e ad accertare nuove organizzazioni dedite al narcotraffico internazionale allo stesso riferibili, è emerso che il gruppo riconducibile, al latitante Morabito era attivo, oltre che nel narcotraffico, anche nella compravendita di armi. 

Traffico internazionale di stupefacenti 

Quanto al traffico internazionale di stupefacenti è stata individuata l’operatività di tre associazioni contigue alle maggiori cosche del mandamento jonico reggino, con basi operative in Calabria e ramificazioni in varie regioni italiane e all’estero, che si rifornivano, secondo le ipotesi di accusa,  direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia, dove il prezzo di vendita dello stupefacente risulta sensibilmente più alto rispetto al mercato europeo. Sono stati registrati contatti con esponenti del clan del golfo, preminente organizzazione paramilitare Colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. 

Importazione via mare

Diversi gli episodi di importazione via mare censiti (nei porti Gioia Tauro, Anversa e Colon), che hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono stati movimentati oltre 6mila chili di cocaina, dei quali più di 3mila oggetto di sequestro: i flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da persone di nazionalità straniere, specializzati nel pick-up money, o da spalloni che spostavano denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. Ammontano a circa 22.3 milioni, le somme spostate con queste modalità, parte dei quali reimpiegati nell’acquisto di auto e beni di lusso, utilizzati anche per avviare o finanziare attività commerciali in Francia, Portogallo e Germania, dove venivano anche riciclati sfruttando attività di autolavaggio. 

Le persone offese

Sono state individuate come persone offese il Ministero dell’Interno, la Regione Calabria e il Comune di Bianco

L’udienza preliminare e il diritto alla difesa

Il gup distrettuale di Reggio ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 1 marzo e il nutrito collegio difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Salvatore Staiano; Vincenzo Cicino; Giovanni Russomanno;  Giuseppina Falzea; Giovanni Tedesco; Guido Contestabile; Giuseppe Milicia; Domenico Infantino; Maria Teresa Caccamo; Francesco Calabrese; Giuseppe Gervasi, Giovanni Merante; Luca Cianferoni; Antonio Giampaolo; Fabrizio Costarella; Giorgio Vianello Accorretti; Walter D’Agostino; Lorenzo Gatto; Gioacchino Genchi; Natale Polimeni; Giambattista Colombo; Francesco Manti; Sandro Furfaro, Fabrizio Gallo; Giuseppe orecchio, Pietro Chiodo; Diego Brancia; Domenico Putrino; Vincenzo Sirgiovanni; Sandro D’Agostino, Antonio Russo, tenteranno di smontare le ipotesi accusatorie. 

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