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‘Ndrangheta nel Crotonese, associazione mafiosa annullata per il presunto autista del boss

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha cancellato l’accusa di associazione mafiosa nei confronti di Antonio Grano, 39 anni di Petilia Policastro, fermato dai carabinieri lo scorso gennaio nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che punta a fare luce su una serie di omicidi ed estorsioni nel Crotonese. In particolare, Grano era stato arrestato unitamente ad altre undici persone perché ritenuto dagli inquirenti a disposizione del reggente del clan Rosario Curcio per il quale avrebbe svolto anche il ruolo di autista “prendendo parte a riunioni con esponenti di altre consorterie criminali. Secondo l’accusa, in seguito all’arresto del presunto boss, Grano avrebbe ricevuto direttive criminali dal carcere per provvedere al sostentamento degli affiliati detenuti e dei loro affiliati. Accogliendo le argomentazioni difensive prospettate dagli avvocati Tiziano Saporito e Vincenzo Cicino, la Cassazione ha quindi annullato l’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Catanzaro rivedendo e ridimensionando la posizione di Antonio Grano.

L’inchiesta della Dda e le ipotesi accusatorie

Il provvedimento trae origine da un’attività investigativa, condotta, dal Nucleo investigativo del Comando provinciale Carabinieri di Crotone e dalla Compagnia di Petilia Policastro, diretta e coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri e dai sostituti procuratori Paolo Sirleo, Domenico Guarascio e Pasquale Mandolfino. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno consentito di definire la pervasività della locale di ‘ndrangheta di Petilia Policastro nel territorio dei comuni di Petilia Policastro e Crotone, la quale ha visto una sua riorganizzazione, a partire dall’anno 2014, a seguito di alcune scarcerazioni per fine pena di suoi esponenti di spicco, che hanno determinato una escalation di atti intimidatori sul territorio; individuare e delineare i singoli ruoli dei vari componenti della citata articolazione ‘ndranghetistica, sia con riferimento agli organizzatori delle attività criminali, sia con riguardo ai partecipi, compresi finanche i nuovi adepti a disposizione del reggente con mansioni di autista; ricostruire e identificare gli autori dell’omicidio con conseguente soppressione di cadavere (“lupara bianca”) avvenuto nell’ottobre del 2018, a Petilia Policastro, nei confronti di un allevatore; far emergere diversi episodi di illecita attività finanziaria e di usura commessi nei confronti di commercianti e liberi professionisti che versavano in difficoltà economiche; accertare l’identità dei responsabili di estorsioni compiute nei confronti di imprenditori locali attivi soprattutto nel settore turistico in località Trepidò di Cotronei e boschivo nell’area silana; ricostruire specifici fatti delittuosi di danneggiamento e furto per lo più funzionali ad imporre il “servizio di guardiania” presso villaggi turistici della zona.

‘Ndrangheta e omicidi nel Crotonese, 12 i fermati e 6 indagati a piede libero (NOMI)

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