‘Ndrangheta nel Crotonese, processo Stige al verdetto finale: raffica di condanne in Cassazione

La seconda sezione penale ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da 46 imputati condannati in appello
francesco perri

Raffica di ricorsi inammissibili e condanne che diventano definitive. La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da 46 imputati condannati in appello. Si conclude così il processo scaturito dall’operazione della Dda di Catanzaro denominata “Stige” e celebrato con il rito abbreviato con alla sbarra esponenti di vertice della cosca Farao-Marincola di Cirò accusati – a vario titolo – di essersi infiltrati con la complicità di imprenditori, politici e funzionari pubblici nel tessuto economico e commerciale del territorio pilotando appalti pubblici e facendo affari per milioni di euro.

I ricorsi inammissibili

I ricorsi inammissibili

In particolare, l’inammissibilità dei ricorsi riguarda le posizioni dei seguenti imputati: Aloe Francesco; Aloe Gaetano; Aloe Giuseppina; Aloe Lucia; Anania Antonio; Anania Ercole; Bartucca Antonio; Blaich Moncef Cariati Martino; Caruso Giovanni; Castellano Erminia; Castellano Giuseppe; Castellano Vito; Celano Dino; Coco Filomena; Crugliano Gennaro; Crugliano Leonardo; Crugliano Mirco; Farao Vittorio (cl. ’77); Farao Vittorio (cl. ’78); Foderare Giovanna; Gigliotti Franco; Greco Nino; Guarino Giuseppe; Lascenzione Pasqualina; Lavorato Mario; Marincola Cataldo; Morrone Salvatore; Muto Luigi; Muto Santino; Paletta Basilio; Palmieri Domenico; Placido Rosario; Potenza Fabio; Putrino Carmela Roberta; Quattromani Eugenio; Rocca Domenico; Russo Francesco; Sestito Giuseppe; Siciliani Roberto; Siena Carmine; Siena Palmiro Salvatore; Spadafora Giovanni; Squillace Antonio; Terlizzi Carolina; Veltri Annamaria.

Gli ermellini hanno dichiarato ‘inammissibili’ anche i ricorsi della Procura generale di Catanzaro contro le assoluzioni di: Ludovico Tallarico (in relazione ai reato di cui al capo 1); di Angelo Cotone, Adolfo D’Ambrosio, Vincenzo Zampelli, Bruno Tucci e Vincenzo Santoro (in relazione al reato di cui al capo 54) e nei confronti di Bruno Tucci e Vincenzo Zampelli (in relazione al reato di cui al capo 53).

Cosa dice il dispositivo

La Corte di Cassazione ha annullato poi una lunga serie di sentenze relative alle posizioni di Caputo Luigi, Caputo Amodio, Marincola Cataldo e Marincola Aldo (in relazione al capo 1) con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro per nuovo giudizio. Nei confronti di Francesco Tallarico, in relazione al disposto trattamento sanzionatorio, con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro per nuovo giudizio sul punto, dichiarando “inammissibile” nel resto il ricorso ed irrevocabile l’affermazione di responsabilità in relazione ai reati di cui ai capi 1,14, 68, 73,108, 109 e 110. Annullata, poi, senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Giuseppe Spagnolo (in relazione al reato di cui al capo 87) perché “il fatto non sussiste”. Per Spagnolo, inoltre, la Cassazione ha annullato la sentenza in relazione all’aggravante con riferimento al reato di cui al capo 25 nonché al reato di cui al capo 81, con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro per nuovo giudizio sui punti. Annullata senza rinvio la sentenza impugnata nel confronti di Salvatore Giglio in relazione al reato di cui al capo 15 ed elimina la relativa pena di un anno e 4 mesi di reclusione. La Cassazione ha poi annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Giuseppe Giglio (in relazione al reato di cui al capo 67) perché il “fatto non sussiste” nonché al complessivo trattamento sanzionatorio, ed elimina la relativa pena di 2 anni di reclusione. A carico di Giglio, inoltre, è stata annullata anche la sentenza impugnata in relazione al reato (di cui al capo 59) nonché alla disposta confisca con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro per nuovo giudizio sui punti. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nel confronti di Antonella Rocca “limitatamente alla contestazione del reato di cui al capo 69 perché il fatto non sussiste” nonché in relazione alla disposta confisca, disponendo così il dissequestro e la restituzione dei beni e del compendio aziendale di “Rocca s.r.l.” nonché delle quote di partecipazione al capitale sociale della stessa Antonella Rocca nella “Rocca s.r.l.”. Stessa misura disposta anche per Francesco Rocca.

Annullata ancora senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Francesco Farao, con riferimento ai reati di cui ai capi 85 e 86 che risultano estinti per prescrizione, con eliminazione della relativa pena di 8 mesi di reclusione, nonché alla disposta interdizione perpetua dai pubblici uffici che revoca e sostituisce con l’interdizione temporanea. Annullata la sentenza impugnata in relazione all’applicazione della disposta misura di sicurezza della libertà vigilata con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro per nuovo giudizio sul punto. Annullata dalla Cassazione la sentenza impugnata nei confronti di Luigi Rizzo (in relazione ai reati di cui ai capi 19 e 20) nonché alla misura di sicurezza della libertà vigilata, con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro per nuovo giudizio sui punti. Stessa decisione per Salvatore Rizzo, Francesco Salvato, Vincenzo Santoro e Donato Gangale. Annullata la sentenza impugnata nei confronti di Francesco Basta, limitatamente al trattamento sanzionatolo (in relazione al reato di cui al capo 1) con rinvio per nuovo giudizio sul punto ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro.

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