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‘Ndrangheta nel Reggino, il clan Facchineri imponeva l’acquisto di prodotti in pieno lockdown

facchineri

Un quadro “assai allarmante”, in virtù del fatto che il clan Facchineri avrebbe imposto, per tramite una società intestata alla moglie di uno degli arrestati, in piena pandemia Covid, ad acquistare “diversi prodotti a molteplici esercizi commerciali”. È quanto emerge dalle indagini che, nella mattinata odierna, hanno portato all’arresto di cinque presunti esponenti del clan operante nel Reggino, eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria.

Tra loro ci sarebbe anche Adriano Raso, titolare dell’Uliveto Principessa, il quale avrebbe l’intimidazione mafiosa da parte della cosca e “si vedrà costretto in più occasioni all’acquisto dei prodotti commercializzati dalla società diretta dal Facchineri”. Nel mirino del clan anche piccoli bar, supermercati e anche tabaccai, costretti ad acquistare merce e che poi molte volte restava invenduta, viste le restrizioni Covid. E che per tali imposizioni i carabinieri hanno arrestato 5 esponenti della cosca Facchineri. Si tratterebbe di casse di champagne o liquori dal valore di oltre 200 euro a bottiglia, oltre ad altre bevande sia energetiche che di nicchia.

Oltre agli arresti i carabinieri hanno anche provveduto al sequestro sia della società che dei prodotti di vendita per un valore stimato di circa 200 mila euro.

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