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‘Ndrangheta nel Vibonese, la Dda di Catanzaro chiede la condanna per prete ed ex maresciallo

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Il pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Andrea Mancuso ha chiesto la condanna per l’ex parroco di Stefanaconi don Salvatore Santaguida e per l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Sant’Onofrio Sebastiano Cannizzaro, imputati in uno stralcio del processo scaturito dall’operazione antimafia “Romanzo Criminale” contro il clan Patania, disarticolato da diverse inchieste nate dopo la sanguinosa faida con i Piscopisani.

La richiesta del pm

Al termine della sua requisitoria dinnanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, il sostituto procuratore antimafia ha invocato 15 anni di carcere per Sebastiano Cannizzaro (difeso dagli avvocati Aldo Ferraro e Pasquale Patanè) e sei anni e nove mesi di reclusione per don Salvatore Santaguida (difeso dall’avvocato Enzo Galeota), attuale parroco di Pizzo. Entrambi devono rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa con le loro condotte avrebbe agevolato i Patania. Per il parroco il pm ha tenuto conto delle attenuanti generiche calcolando quindi una richiesta di pena inferiore.

Le accuse all’ex maresciallo

L’ex maresciallo, radiato dall’Arma dei carabinieri, è accusato anche di aver omesso di trasmettere le denunce presentate dall’agricoltore Michele Mario Fiorillo per il pascolo abusivo dei Patania di Stefanaconi nella vallata del Mesima. Nel settembre del 2011 Fiorillo venne ucciso e questo omicidio scatenò la cruenta guerra di mafia che terrorizzò il Vibonese tra il 2011 e il 2012 con una serie di efferati delitti. Secondo l’accusa lo stesso Cannizzaro avrebbe poi falsificato il protocollo informatico della stazione dei carabinieri di Sant’Onofrio e, per questo motivo, risponde oltreché di omissione di atti d’ufficio anche di falso ideologico in atto pubblico.

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