‘Ndrangheta nel Vibonese, le prime inedite dichiarazioni del pentito Accorinti: “Non sono battezzato, né affiliato”

Il collaboratore di giustizia decide di parlare con la Dda per cambiare la sua vita e quella dei suoi figli
Antonio Accorinti

E’ il 19 maggio quando Antonio Accorinti, detto Fragulaja, di 43 anni, nato a Tropea anche se residente a Briatico decide di collaborare con la giustizia dichiarando davanti al magistrato della distrettuale Andrea Buzzelli di essere pronto a rispondere alle sue domande, manifestando la sua volontà di cambiare vita. Vuole dare una svolta al suo destino garantire un futuro migliore ai suoi figli, allontanandosi definitivamente dai contesti malsani “che mi hanno condotto dove sono per fatti che non ho nemmeno commesso”.

“Nessuno mi ha proposto di essere affiliato alla ‘ndrangheta

“Nessuno mi ha proposto di essere affiliato alla ‘ndrangheta

Il primo verbale di interrogatorio del neo pentito, figlio di Nino, boss dell’omonima cosca di Briatico, è di quattro pagine, due dei quali omissati, ma Accorinti inizia a rilasciare le sue prime importanti dichiarazioni inedite, riferendo agli inquirenti “di non essere battezzato alla ‘ndrangheta, non sono mai stato affiliato né io né i miei familiari. Posso dire che nessuno me lo ha mai proposto, anche perché ho un trascorso importante di tossicodipendenza”. Racconta di aver frequentato molte persone affiliate, facendo i nomi dei fratelli Melluso, il Grande Carmelo e Ferdinando per poi addentrarsi sul rapporto con Simone Melluso: “ So da lui, praticamente un fratello che erano stati battezzati. Lui stesso lo era stato dopo tanto tempo. E’ riuscito ad ottenere questa affiliazione con la locale di Zungri. Dico molto tempo perché aveva già provato ad affiliarsi su Piscopio, con Salvatore Tripodi”.

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