‘Ndrangheta, rinviato a giudizio l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno: è accusato di concorso esterno

La Dda di Catanzaro ha scoperto interferenze della cosca Arena nella gestione dell'economia nella città nel Crotonese

L’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Gianluca Bruno, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La decisione è stata presa dal gup distrettuale di Catanzaro, Arianna Roccia, che ha fissato l’udienza per il 10 maggio davanti al collegio penale del Tribunale di Crotone. La vicenda è collegata alla cosiddetta Operazione Jonny, con la quale, nel maggio del 2017, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha portato alla luce le interferenze della cosca Arena nella gestione dell’economia di Isola Capo Rizzuto, in particolare del Centro di accoglienza per migranti.

L’accusa contro Bruno

L’accusa contro Bruno

A Bruno, che all’epoca era sindaco del comune, viene contestato di essersi messo a disposizione della cosca, in particolare di Antonio e Fernando Poerio (titolari del Quadrifoglio, che gestiva il servizio catering al Cara) e Leonardo Sacco (ex governatore della Misericordia, responsabile del centro di accoglienza), “consentendo loro di acquisire lotti immobiliari nel comune di Isola di Capo Rizzuto, garantendo la compiacenza delle strutture comunali”.

Inoltre, l’ex sindaco si sarebbe presentato come “figura di riferimento istituzionale capace di interloquire con i diversi enti (in primis Provincia ed istituzioni governative) al fine di garantire alla Misericordia e ai suoi fornitori il controllo degli appalti serventi il C.A.R.A. e il recupero dei crediti ivi afferenti, agevolando così le attività del sodalizio”.

Bruno comparirà davanti al Tribunale di Crotone insieme a Leonardo Sacco e Carmelo Giordano, che erano stati già rinviati a giudizio per un’ipotesi di reato di corruzione con aggravante mafiosa. Secondo l’accusa, Sacco avrebbe pagato 10 mila euro a Giordano, dipendente della Prefettura di Crotone con compiti anche di gestione amministrativa e contabile dei capitoli di bilancio relativi alle spese per i centri di accoglienza per immigrati, per omettere il controllo sul subappalto da parte della “Fraternità di Misericordia” in favore di imprese terze del servizio di mensa.

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