‘Ndrangheta tra Catanzaro e Crotone, l’inchiesta della Dda regge: 23 condanne definitive (NOMI)

Solo quattro annullamenti con rinvio disposti dalla Cassazione, nell'ambito dell'inchiesta Borderland. Per loro ci sarà un nuovo processo di appello

di Gabriella Passariello- Ventitrè condanne definitive e  quattro annullamenti con rinvio sono stati disposti dalla Corte di cassazione nei confronti di 27 imputati, coinvolti nell’operazione antimafia “Borderland”, considerati sodali e affiliati alla famiglia Trapasso, egemone sul vasto territorio costiero a cavallo tra le provincie di Catanzaro e Crotone e alla ‘ndrina collegata dei Tropea.

Condanne definitive

Condanne definitive

Sono passate in giudicato le pene inflitte dalla Corte di appello del capoluogo calabrese il 16 novembre 2020 nei confronti di Leonardo Trapasso, condannato a  14 anni e sei mesi di reclusione), Vincenzo Trapasso,  11 anni e 10 mesi di reclusione; Tommaso Trapasso,15 anni e 4 mesi; Raffaele Bubbo,  6 anni e 3mila euro di multa; Pierpaolo Caloiero, 11 anni e 4 mesi; Massimo Colosimo, 8 anni; Alessandro Cosco, 3 anni;Stefano Roberto Cosco, 12 anni; Rosario Falsetti, 11 anni e 4 mesi; Luigi Greco, 8 anni; Giuseppe Graziano Macrì, 2 anni di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale della pena; Eliseo Mercurio, 5 anni, 4 mesi di reclusione e 4mila euro di multa; Gianfranco Palaia, 2 anni e 9 mesi; Giuseppe Palaia, 2 anni e 9 mesi; Carmine Taverna,14 anni; Carmine Tropea, 9 anni e 2 mesi di reclusione; Francesco Tropea, 7 anni e 4 mesi di reclusione; Giuseppe Tropea, 12 anni di reclusione;  Vincenzo Tropea, 10 anni e sei mesi di reclusione; Antonio Viscomi 12 anni;  Domenico Falcone, 2 anni; Renzo Tropea, 6 anni e 8 mesi di reclusione;  Salvatore Macrì, 11 anni e 4 mesi di reclusione.

Annullamento con rinvio

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza emessa dai giudici di secondo grado, limitatamente al trattamento sanzionatorio per Giovanni Trapasso, condannato in secondo grado a  20 anni di reclusione, Antonio Gallo 1 anno e 4 mesi e Pasquale Talarico, 14 anni. Annullamento con rinvio non solo per quanto concerne l’aspetto sanzionatorio, ma anche per alcune aggravanti quale quella della mafiosità per Vincenzo  Niutta, a cui la Corte di appello ha inflitto 12 anni di reclusione. Per questi quattro imputati, il Supremo collegio rispedisce gli atti a Catanzaro per un nuovo processo di secondo grado.

Le accuse

Gli imputati rispondono a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, violazioni in materia di armi, illecita concorrenza con violenza o minaccia, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni, tutti reati aggravati dalla modalità mafiose e dalla finalità di avvantaggiare la cosca Trapasso.

I due sodalizi e i legami con il clan Grande Aracri

Regge l’inchiesta della Dda, le cui indagini, avrebbero consentito di svelare l’esistenza di due distinti sodalizi mafiosi, quello dei Trapasso di San Leonardo di Cutro (Kr) e quello dei Tropea- Talarico di Cropani Marina (CZ). La cosca di ‘ndrangheta dei Trapasso, capeggiata da Giovanni e dai figli Leonardo, detto Nana’ e Tommaso, avrebbe rivestito un ruolo di vertice nel panorama delle consorterie mafiose dell’area, operando in stretta connessione con le omologhe compagini dei Grande Aracri di Cutro, dei Farao-Marincola di Cirò Marina, dei Bubbo di Petronà, dei Ferrazzo di Mesoraca, vantando solidi rapporti con le più influenti cosche della regione. Le indagini, inoltre, avrebbero consentito di dimostrare l’ascesa criminale del clan mafioso facente capo a Giuseppe Tropea inizialmente assoldato come “manovalanza” dal clan Trapasso, conquistando nel tempo una propria autonomia nel territorio di Cropani Marina, con attività usuraie, senza l’obbligo di rendicontare alla cosca “madre” di San Leonardo. Il potente sodalizio cutrese, invece, avrebbe imposto la sua longa manus attraverso una fitta rete di fiancheggiatori e favoreggiatori, appartenenti sia al mondo imprenditoriale che a quello delle istituzioni.

La ‘ndrangheta e le cerimonie religiose

I rapporti privilegiati della cosca Trapasso con i più potenti clan della intera regione sono attestati, secondo le ipotesi di accusa, oltre che dalla documentata partecipazione a summit di mafia, anche dalla presenza di rappresentanti della famiglia a sontuosi banchetti svoltisi in occasione dei matrimoni di alcuni appartenenti alle famiglie di ‘ndrangheta delle diverse provincie calabresi. I Trapasso sarebbero rientrati nel ristretto numero delle cosche custodi della ortodossia della ‘ndrangheta, con la presenza di uomini della consorteria a Polsi, in occasione degli annuali festeggiamenti della Madonna, o in genere alla cerimonie religiose dei luoghi di propria influenza.

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