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Neonato con lividi e fratture trasportato all’ospedale di Catanzaro, sospesa la potestà genitoriale

consolante

di Gabriella Passariello- Dalla revoca alla sospensione della potestà genitoriale per A. L. 27 enne, residente a Catanzaro, finito a processo per lesioni personali aggravate nei confronti del figlio di appena tre mesi trasportato all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro per una serie di ematomi sul corpo, ferite e fratture multiple. Una misura meno afflittiva disposta dalla Corte di appello per i minorenni, riformando parzialmente quanto stabilito dal giudice di prime cure, che aveva decretato la decadenza del padre dalla potestà genitoriale. I giudici di secondo grado hanno accolto la richiesta dell’avvocato Federico Sapia, sul presupposto di dover conservare e salvaguardare un bene superiore, quello relativo al rapporto tra genitori- figli e i legami affettivi, che ne derivano, con le opportune cautele dettate dal caso specifico: la possibilità di vedere il figlio in presenza dei servizi sociali.

Le ipotesi di accusa

Intanto il primo di dicembre inizierà il processo per A. L. , che dovrà difendersi davanti al giudice del Tribunale monocratico Maria Cristina Flesca dalle accuse di lesioni personali aggravate, consistite in “diverse ecchimosi sul viso e sulle braccia, un ematoma sull’avambraccio sinistro dove era evidente il segno di un morso umano e uno sulla spalla destra con frattura della clavicola destra senza callo osseo, causando al piccolo fratture costali multiple” come risulta dal verbale del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro del 30 gennaio dell’anno scorso e dalla relazione di consulenza tecnica di ufficio redatta a seguito di visita medica del minore effettuata l’1 febbraio. Con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno del proprio figlio minore.

Le versioni contrastanti

Tutto è iniziato il 30 gennaio dell’anno scorso, i genitori portano il piccolo al Pronto soccorso dell’ospedale, per poi farlo visitare dalla pediatra, che richiede esami ematologici effettuati al Ciaccio- De Lellis. I coniugi raccontano l’accaduto, parlano di possibili cadute del piccolo, dei lividi che si formavano di frequente sulla pelle del bimbo senza saperne il perchè, ma i sanitari si rendono subito conto che la loro versione dei fatti non regge di fronte alle lesioni riportate dal piccolo paziente, tutt’altro che compatibili con una semplice caduta o con episodi accidentali. Da qui le domande sempre più insistenti dei sanitari alla madre e al padre del neonato, le cui risposte secondo gli investigatori non sarebbero state prive di contraddizioni. I genitori, dopo diverse ore, senza alcuna autorizzazione da parte dei camici bianchi si oppongono al ricovero, riprendono il piccolo e lo riportano a casa. I medici del Pugliese attivano la Questura di Catanzaro e mentre scatta la segnalazione alla Procura dei minori, la Squadra mobile riesce a rintracciare l’abitazione dei due coniugi, a perquisire casa e a riportare il bimbo in ospedale. I sanitari, usando opportuni esami diagnostici, trovano riscontri ai primi sospetti: non tutte le ferite rilevate sul corpo del piccolo sono recenti, ma sono presenti lesioni datate nel tempo e non curate. Intanto l’informativa dei poliziotti arriva sulla scrivania del sostituto procuratore della Repubblica Stefania Paparazzo, e scatta l’inchiesta, con un unico indagato, il padre del neonato, “reo” di lesioni aggravate in concorso.

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