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Neonato ustionato in ospedale, disposta un’indagine interna: le ipotesi al vaglio

neonato ustionato

Neonato di poche ore ustionato in una culla termica durante una terapia contro l’ipotermia in ospedale ad Adria, in provincia di Rovigo. Per il piccolo, si è reso necessario il trasporto d’urgenza nel reparto di terapia intensiva di Verona. A riportare la notizia è ‘La Voce di Rovigo’. “La situazione è sotto controllo”, fanno sapere dalla direzione dell’Ulss 5.

Sentito il personale del reparto

Storia dai contorni tutti da chiarire quella che ha coinvolto un bambino nato da poche ore, all’interno del reparto maternità dell’ospedale di Adria e che ha riportato gravi ustioni sul corpo, tanto da renderne necessario il ricovero in terapia intensiva nel nosocomio della città scaligera, punto di riferimento per questo tipo di cure. L’Ulss 5 – si legge ancora su ‘La Voce di Rovigo’ – ha già disposto un’indagine interna per fare chiarezza sull’accaduto: nelle prossime ore, tutto il personale in turno nel reparto nella giornata di sabato scorso sarà sentito, per cercare di ricostruire come sia potuto accadere.

Il bimbo, figlio di una donna brasiliana residente nei dintorni di Adria e di un uomo, italiano, della Bassa Padovana, è nato nella serata di venerdì. Il parto è andato bene e il bebè non sembrava manifestare problemi di sorta. La mattina successiva – e siamo dunque a sabato scorso – il neonato ha manifestato uno stato di ipotermia, per il quale è stato sottoposto ad analisi in seguito alle quali è iniziata una terapia con culla termica.

Trasferimento d’urgenza a Verona

La sera stessa, il trasferimento d’urgenza verso Verona a causa di una grave ustione riportata dal piccolino. Cosa sia successo in quelle ore è oggetto di indagine interna. C’è chi parla di una borsa d’acqua calda che si sarebbe aperta, facendo entrare in contatto il bimbo con l’acqua bollente, ma è una versione che – al momento – non trova conferma.

La direzione dell’Azienda: “Stiamo facendo le verifiche del caso”

“Dai primi accertamenti – dicono dalla direzione dell’azienda sanitaria polesana – i protocolli di assistenza previsti, a livello scientifico, sembrano essere stati seguiti. Ma è successo qualcosa per la quale stiamo facendo le verifiche del caso. Può trattarsi di un errore, di un malfunzionamento di un macchinario, come di un’ipersensibilità del neonato rispetto alla terapia. Dobbiamo approfondire, e lo faremo in tempi rapidi. Siamo dispiaciuti per l’accaduto – concludono dall’Ulss 5 – e vicini alla famiglia. Faremo di tutto per fare pienamente luce su cos’è successo”.

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