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“Nessuna contiguità con la ‘ndrangheta”, dissequestrati i beni della “Morfù”

Revoca del sequestro e restituzione del patrimonio della società Morfù srl, l’azienda calabrese con sede a Rossano che si occupa dei lavori della rete ferroviaria per conto della Rfi e con cantieri aperti in tutta Italia. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria in seguito al verdetto emesso nelle scorse settimane dalla Cassazione che aveva annullato l’ordinanza di sequestro delle quote di partecipazione e di tutti i beni riconducibili all’impresa rossanese.

Il verdetto del Riesame e la revoca del sequestro

Il provvedimento di sequestro disposto dal gip di Reggio Calabria risale all’aprile del 2019 e si riferisce a un’inchiesta sui lavori in un cantiere di Pentimele. Secondo le accuse la società si sarebbe avvalsa della collaborazione, per una parte dei lavori, di una ditta reggina in odore di ‘ndrangheta. Un rimpallo di accuse durato 18 mesi tra istanze al gip, ricorsi al Tribunale del Riesame e in Cassazione da parte degli avvocati difensori Luigi Leonetti, Francesco Calabrese e Francesca Morfù. Alla fine è prevalsa la tesi difensiva e un nuovo appello al Tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro di tutti i beni aziendali. “Non emergono – hanno ribadito i giudici – contiguità o cointeressenze nella ripartizione degli utili tra la Morfu Srl e le imprese ritenute contigue alla ‘ndrangheta”.

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