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“Non è l’Arena”, a Cosenza il vaccino è un premio per chi dona il sangue

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di Antonio Battaglia – In Calabria mancano i vaccini e quei pochi che ci sono devono essere somministrati prima di tutto agli over 80 e alle persone vulnerabili. Una tabella del ministero della Salute, valida in tutta Italia, stabilisce quali siano. Ma a Cosenza le cose vanno diversamente. E’ quanto denuncia la puntata odierna di “Non è l’Arena”, trasmissione condotta da Massimo Giletti in onda su La7.

Il mistero dei vaccini ai donatori di sangue

L’inviato Daniele Bonistalli fa tappa a via degli Stadi, di fronte allo stadio del Cosenza Calcio, dove è ubicato uno dei principali hub per tamponi e vaccini. Ma la porta del centro vaccinale è chiusa e, al telefono, il giornalista riceve un messaggio chiaro: “Cosenza oggi non vaccina, le dosi sono finite”. Già, il vaccino scarseggia, ma in riva al Crati ne hanno già usufruito i donatori di sangue in buona salute e non previsti tra le categorie prioritarie. Il focus si sposta, infatti, su una mail dell’Adovos (Associazione Donatori Volontari) di Cosenza, datata 21 febbraio, che comunica il via alla campagna vaccinale per i propri iscritti.

E all’appello hanno risposto in tanti. “Fino a dieci giorni fa abbiamo vaccinato dieci donatori al giorno” affermano al telefono dal Centro Trasfusionale di Cosenza. Nella mail, inoltre, si specifica che il vaccino può essere somministrato solo dopo la prossima donazione. In soldoni, un vaccino ogni sacca di sangue. “Mi sembra scritta correttamente, ma non so chi sia il responsabile dei vaccini” dice Daniela D’Andrea, presidente Adovos Cosenza che poi chiude il telefono in faccia a Bonistalli.

Francesco Zinno, direttore del Centro Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, crede invece che tale procedura non sia sbagliata: “Quando ci siamo resi conto che le dosi non erano disponibili, abbiamo interrotto”. L’inviato lo incalza poi ricordandogli che gli operatori del Centro Trasfusionale percepiscono una percentuale in base alle donazioni di sangue e solo nel 2019 sono stati richiesti incentivi per 67mila euro, di cui 10mila destinati a Zinno. Ma il diretto interessato, in merito, si limita a non rispondere.

Il commissario alla sanità calabrese Guido Longo, collegato in diretta per via telematica, precisa che: “L’azienda ospedaliera di Cosenza si era giustificata dicendo che servivano quantità di sangue e, pertanto, si doveva risolvere il porblema con donazioni ematiche. Successivamente, è stato intimato all’Azienda di sospendere la procedura”.

 

 

 

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