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Numeri e costi del “concorsone” elettorale: 500 candidati per 29 posti (a 12mila euro al mese)

bilancio arpacal

I posti in consiglio regionale sono 30, uno dei quali spetta però al miglior perdente, ovvero al candidato alla Presidenza che arriva secondo. Il 31esimo è invece appannaggio del presidente eletto. Per 29 posti, dunque, sono in lizza quasi 500 candidati. Sono 483, per la precisione, le donne e gli uomini che sono ufficialmente in lizza per le elezioni regionali del 3-4 ottobre. Che sono così suddivisi – contando solo una volta quelli che si presentano in più circoscrizioni – tra i 4 candidati alla Presidenza: Roberto Occhiuto ha a sostenerlo 7 liste e 168 candidati; Amalia Bruni 7 liste e 150 candidati; Luigi de Magistris 7 liste e 141 candidati; Mario Oliverio 1 lista e 24 candidati. Un vero e proprio “concorsone”, insomma, a cui partecipano in totale 22 consiglieri regionali uscenti, dei quali 16 sono del centrodestra e 6 del centrosinistra.

Quanto costa la democrazia

Sui costi della politica si è sempre discusso e spesso si è detto, giustamente, che andrebbero definiti costi della democrazia anche perché se un politico che deve rappresentare gli interessi di migliaia di persone non avesse uno stipendio adeguato al ruolo a fare politica sarebbero solo i ricchi. È anche vero però che in Calabria il senso della misura rispetto agli emolumenti di consiglieri, assessori e presidente della Regione è inversamente proporzionale agli annunci improntati alla sobrietà e all’austerità che dovrebbe mantenere chi vuole essere classe dirigente. E anche rispetto a quanto prendono gli omologhi di altre regioni, anche più grandi. Il presidente della Giunta e quello del Consiglio regionale prendono, in Calabria, 13.800 euro al mese. Poco meno, 13.100 euro, per i vicepresidenti di Giunta e Consiglio e per gli assessori. Il presidente di una Commissione consiliare e il segretario questore prendono 12.600 euro mensili, mentre il consigliere regionale semplice si deve “accontentare” di 11.100 euro.

Le “spese” esentasse e le strutture

Ogni stipendio è costituito da 5.100 euro di “indennità di carica”, più l’“indennità di funzione” che cambia poi a seconda del ruolo ricoperto (è zero solo per il consigliere regionale semplice), più altri 6.000 euro configurati come “spese di esercizio del mandato” che sono completamente esentasse. Oltre a un compenso considerevole però i consiglieri regionali possono contare anche su strutture, semplici o speciali, alle loro dipendenze. Il consigliere regionale semplice ha diritto all’assunzione di due collaboratori, che diventano quattro se ha incarichi da capogruppo, da presidente di Commissione o se fa parte dell’Ufficio di Presidenza. Questi posti vengono spesso sdoppiati al 50% così molti consiglieri alla fine possono decidere di assegnare 8 posti di lavoro a testa tra segretari particolari, collaboratori esperti, responsabili amministrativi e autisti.

s. p.

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