“Numerosi pazienti rinunciano alle cure per le lunghe attese”: il primo anno di Stanganelli come Garante della Salute

Presentata la relazione dell'attività della figura a tutela della sanità, nominata per la prima volta nella Regione Calabria

Presso la Sala “Federica Monteleone” del Consiglio Regionale della Calabria, si è svolta la cerimonia di presentazione della Prima Relazione Annuale del Garante della Salute della Regione Calabria, Anna Maria Stanganelli, nel corso della quale sono state illustrate le attività svolte da un’autorità insediata, per la prima volta in Calabria, dopo 14 anni dall’approvazione della legge regionale che l’ha istituita. Hanno aperto l’appuntamento il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso e la vicepresidente della Giunta regionale, Giusi Princi. Dopo i saluti istituzionali delle autorità civili, militari e religiose, ha relazionato la Garante, alla presenza dei vertici delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione Calabria. Nel corso dell’evento è intervenuto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Stanganelli: “Da Reggio arrivano il maggio numero di segnalazioni”

Stanganelli: “Da Reggio arrivano il maggio numero di segnalazioni”

“La criticità maggiore, il dato più allarmante è relativo alla rinuncia alle cure per tutte le fasce d’età, specialmente tra gli anziani che rinunciano per lunghi tempi d’attesa nell’accedere alle prestazioni”. E’ quanto ha detto il Garante Anna Maria Stanganelli. “Sono tante le criticità riscontrate, è Reggio Calabria il territorio da cui arriva il maggior numero di segnalazioni. Si tratta di carenze strutturali, organizzative, difficoltà di accesso a prestazioni e servizi per lunghi tempi di attesa, difficoltà anche nei pronto soccorso affollati, difficoltà anche per rapportarsi con i Cup per le prenotazioni, difficoltà nel tema dei consultori familiari, salute mentale”, rimarca Stanganelli.

“In sostanza, in dodici mesi, l’Ufficio del Garante, ha messo in atto migliaia di interventi, punti di ascolto e di confronto, effettuando, a seguito di segnalazioni, numerosi sopralluoghi nelle strutture sanitarie e molteplici iniziative di sensibilizzazione su innumerevoli patologie, fronteggiando una sfilza di sfide, divenendo un riferimento istituzionale importante per il cittadino che può sentirsi finalmente tutelato e rappresentato da un’Autorità indipendente che prende in carico i suoi bisogni e le sue necessità nei confronti del servizio sanitario regionale”, conclude Stanganelli

Il Ministro Schillaci: “Da parte del Governo massimo sforzo”

“Il Governo guarda alla Calabria con grande attenzione per provvedere laddove necessario con i relativi interventi”, è quanto afferma il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. “Nel Pnrr ci sono investimenti destinati allo sviluppo della medicina e dell’assistenza domiciliare. Le soluzioni strutturali richiedono tempo, ma oggi c’è il massimo sforzo. Il presidente Occhiuto sta lavorando molto per migliorare l’assistenza sanitaria ai cittadini calabresi”, conclude Schillaci.

La soddisfazione del presidente Mancuso

“Il nuovo corso, avviato da due anni a questa parte, da Giunta e Consiglio regionale in sinergia con il Commissario per la sanità on. Occhiuto, ha già prodotto una significativa inversione di tendenza e prodotto risultati che, fino a poco tempo fa, sembravano irraggiungibili. Su questa direttrice, l’Assemblea legislativa regionale, ha colmato una vistosa lacuna che si protraeva da oltre quattordici anni. Era infatti luglio 2008, quando fu istituito il Garante regionale della Salute, ma nessuno aveva inteso individuarlo”. È quanto ha sostenuto il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, commentando la relazione annuale svolta dal Garante della salute Anna Maria Stanganelli..

Ha aggiunto: “Ad un anno dall’ insediamento, l’azione del Garante, cooperando con le Istituzioni sanitarie e con questa Presidenza, si è meritoriamente collocata al crocevia tra la promozione di politiche preventive e la gestione delle criticità poste alla sua attenzione. Spaziando dinamicamente le sue competenze, dalla vigilanza (anche attraverso sopralluoghi nelle strutture sanitaria sulla base delle segnalazioni di cittadini e associazioni) alla messa a punto di opportune iniziative di sensibilizzazione su molteplici patologie e organizzando, al contempo, occasioni di confronto con stakeholder del settore”.

“Difficoltà infrastrutturali e situazioni di emergenza”

Per Mancuso: “Nonostante le molteplici criticità della sanità, il Garante ha fronteggiato una sfilza di sfide, in un contesto in cui risorse limitate, difficoltà infrastrutturali e situazioni di emergenza hanno rappresentato ostacoli significativi. Attraverso il suo impegno, si è favorita la soluzione di tante problematiche nel corso di questo primo anno di attività che si chiude con un bilancio positivo. Sapendo che molto è stato fatto e che c’è ancora tanto da fare”.

Falcomatà: “Serve intervento per le strutture psichiatriche del territorio”

Il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà è intervenuto nel corso delle relazione annuale del Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli, sottolineando “la necessità di un intervento deciso e risolutivo sui problemi attraversati dalle strutture sanitarie che si occupano delle persone con gravi malattie psichiatriche”. “Ripropongo a questa qualificata platea – ha detto – l’eco della giusta protesta che, da anni, ed ancor più negli ultimi mesi, gli operatori di queste realtà importantissime stanno portando avanti rispetto alla sofferenza del loro comparto. E’ un tema che riguarda la salute, la sanità, che occupa, principalmente, i pazienti che usufruiscono di prestazioni così delicate, gli operatori che lavorano nel mondo della sanità psichiatrica e le loro famiglie”.

“Stanziamenti di oltre 4 miliardi nella sanità”

“Nella prossima manovra regionale – ha spiegato Falcomatà – si annunciano stanziamenti per oltre 4 miliardi sul comparto sanitario ed è importante, dunque, cogliere, dalla relazione della Garante, spunti rispetto a quelle che saranno le scelte politiche regionali future regionali. In un contesto storico in cui si agita, sempre più, lo spettro dell’autonomia differenziata ed il fatto che, ancora oggi, non siano stati definiti i Livelli essenziali delle prestazioni, sicuramente non ci lascia tranquilli”.

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