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Nuova Soprintendenza, tutti i parametri sono a favore di Catanzaro

Una nota diffusa pochi giorni addietro dal Mibact – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – chiarisce che l’istituzione di una nuova Soprintendenza, tra quelle previste dal Dpcm del 3.12.2019 elaborato dal ministro Dario Franceschini ed orientato all’aumento delle strutture e dei presidi territoriali in base a parametri demografici e a dati oggettivi, è stata decisa “tenendo conto di parametri oggettivi quali il numero dei vincoli diretti; la consistenza di patrimonio, anche archeologico; il numero di abitanti e altre questioni logistiche e geografiche per potenziare le funzioni di tutela e garantire servizi efficaci ed efficienti ai cittadini”

In questi giorni in cui è vivo il dibattito su quale città, tra Catanzaro e Crotone, dovrà ospitare  la nuova Soprintendenza con competenza su entrambe le province, il chiarimento ministeriale torna utile per approfondire con serenità l’argomento e per sostenere le giuste ragioni di Catanzaro, pur prescindendo dalla sua funzione di Capoluogo di Regione ma comunque a mente dello straordinario tessuto artistico, architettonico e culturale, nonché della imponente rete museale, archivistica e bibliotecaria che caratterizzano la città, ed evitando di scendere ai livelli da tifo calcistico utilizzati nella città pitagorica dove, evidentemente, un malcelato astio ed un incomprensibile spirito di rivalsa verso Catanzaro fanno da velo all’obiettività ed alla ragione, anche di arrembanti politici e consumati professionisti.

Dati oggettivi dunque. Innanzitutto vediamo quale è il numero dei vincoli delle due province, suddiviso per area di interesse; per farlo ci avvaliamo della Sezione “Vincoli in Rete” presente sul portale del Mibact, nella quale sono censiti i beni archeologici, architettonici e paesaggistici esistenti in Calabria. La consultazione non lascia alcun dubbio poiché In tutte e tre le categorie Catanzaro e la sua provincia superano Crotone; sono, infatti, ben 31 i vincoli archeologici di Catanzaro contro 26 di Crotone, divario che diventa clamoroso per i vincoli architettonici, 795 contro appena 129, e per quelli paesaggistici, 2 contro nessuno per Crotone.

E veniamo ai parametri demografici e geografici. Anche in questo campo i numeri premiano Catanzaro, sia per numero di abitanti nelle città capoluogo, 90.240 contro i 63.455 di Crotone, sia per numero di comuni compresi nella provincia, 80 contro 27, per estensione del territorio provinciale, 2.391,35 Kmq contro 1.716,58, e per numero della popolazione provinciale, 362.343 contro 175.566.

Resta l’aspetto logistico. A dire il vero non sappiamo dove siano ubicati e quale superficie abbiano i locali che a Crotone potrebbero essere utilizzati per gli Uffici della Soprintendenza; sappiamo però con esattezza che a Catanzaro l’istituenda Soprintendenza ABAP Catanzaro-Crotone troverà degna e comoda allocazione nel prestigioso Complesso Monumentale del San Giovanni, in pieno centro storico, dove è già operativa la Sezione Staccata di Catanzaro dell’attuale Soprintendenza ABAP di Cosenza.

Ora, poiché sembra che alcuni a Catanzaro si stiano prodigando per perorare la causa della città, ci preme suggerire che gli interventi non siano fatti sottovoce e con il cappello in mano, come farebbe chi implora un favore o un benevolo occhio di riguardo, ma con la forza di chi sa di stare nel giusto e vuole evitare che vengano prese decisioni ai danni di Catanzaro, che avallerebbero beceri giochi campanilistici che tengono in nessuna considerazione la necessità di garantire servizi efficaci ed efficienti ai cittadini ed il corretto funzionamento di un organo periferico del Ministero dei beni e delle attività culturali e per il turismo, fondamentale per potenziare la tutela e per la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

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