Nuovo “Ceravolo” o stadio a Germaneto? Catanzaresi divisi (VIDEO)

C'è chi pensa che "100 anni di storia non si cancellano". Per altri, invece, "serve uno stadio fuori, se il Catanzaro vuole puntare in alto"

Stadio al centro o fuori dal perimetro cittadino? Il dibattito è rovente e i catanzaresi sono divisi. A oggi, il “Ceravolo” non può essere impiegato per ospitare le gare di Serie B e necessita di lavori di ristrutturazione che non dovrebbero partire prima di metà maggio. La prima tranche dei fondi erogati dalla Regione (3 milioni sui 9 complessivi) servirà solo per l’omologazione ai parametri cadetti e poche migliorie strutturali, ma la società per iscriversi al campionato dovrà inevitabilmente indicare un altro impianto in modo da non avere problemi (si parla dell’Arechi di Salerno). I restanti sei milioni di euro dei finanziamenti regionali e il milione di euro tramite Pnrr per il rifacimento della tribuna coperta si valuterà più in là se spenderli per un nuovo impianto oppure per un ulteriore restyling del Ceravolo.

Dal loro canto, Noto e Fiorita hanno aperto alla costruzione di un nuovo impianto. Il presidente del Catanzaro, in particolare, ha detto senza indugi di voler dotarsi di uno stadio che abbia una base di 15/16mila spettatori con sistema modulare, edificabile nelle aree cittadine di Germaneto o Barone che faciliterebbero l’afflusso al nuovo impianto. Uno stadio nuovo necessario non solo per la capienza, ma soprattutto per la viabilità, per i parcheggi, per le vie di fuga. Il “Ceravolo”, a quel punto, sarebbe reso fruibile sette giorni su sette come centro sportivo. 

Dal loro canto, Noto e Fiorita hanno aperto alla costruzione di un nuovo impianto. Il presidente del Catanzaro, in particolare, ha detto senza indugi di voler dotarsi di uno stadio che abbia una base di 15/16mila spettatori con sistema modulare, edificabile nelle aree cittadine di Germaneto o Barone che faciliterebbero l’afflusso al nuovo impianto. Uno stadio nuovo necessario non solo per la capienza, ma soprattutto per la viabilità, per i parcheggi, per le vie di fuga. Il “Ceravolo”, a quel punto, sarebbe reso fruibile sette giorni su sette come centro sportivo. 

Città spaccata in due

La delicatissima situazione ha spaccato in due la città, generando anche un aspro dibattito politico. C’è chi pensa che la promozione in Serie B dia finalmente l’occasione per riqualificare il “Ceravolo” rendendolo più funzionale e sicuro. E chi, invece, propende per la costruzione di un nuovo impianto, lontano dal centro, per eliminare i problemi logistici (tra tutte, accessibilità e assenza di parcheggi) che da sempre accompagnano le gare interne dei giallorossi. E potrebbero moltiplicarsi in vista del prossimo campionato, con gli impegni fissati al sabato.

“Il Ceravolo è la storia di Catanzaro”

“Da buon catanzarese preferirei il Ceravolo, ma in vista della Serie B sono un po’ incerto. Qua è un guaio con i parcheggi, anche se basterebbe un po’ di buona volontà per trovare i posteggi” dice un tifoso, affiancato da un altro più intransigente che rimarca come il vecchio Militare è “lo stadio dei catanzaresi, che racconta la storia della città e della sua squadra di calcio. Non si possono cancellare quasi 100 anni di storia, anche perché lo stadio nuovo verrebbe costruito fuori e noi dovremmo metterci in viaggio da qui”.

“Un sacrificio necessario”

Tantissimi nostalgici, altrettanti con lo sguardo rivolto al futuro. “So che il Ceravolo sta nel cuore della città, ma un sacrificio è necessario” dichiara un supporter giallorosso. “Se il Catanzaro vuole puntare in alto, serve uno stadio nuovo. Ci sarebbe un bacino d’utenza molto più ampio, nessun problema per i parcheggi e la società avrebbe degli introiti superiori”. (a.b.)

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