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Nuovo Dpcm: lockdown, scuole e nodo over 70. Ecco cosa ci aspetta

decreto 16 gennaio

E’ previsto per domani il nuovo Dpcm per cercare di ridurre il contagio da Coronavirus in Italia . L’appuntamento con il premier Conte è fissato per lunedì seraquando il presidente del Consiglio dovrebbe firmare il decreto che, probabilmente, entrerà in vigore da martedì 3 novembre dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Al momento le certezze riguardano il passaggio del presidente del Consiglio in Parlamento: Conte parlerà alla Camera domani alle 12 e in Senato alle 17, illustrando le nuove misure. Da lì in poi ogni momento è buono per l’attesa conferenza stampa.

Gli over 70

L’ultima proposta avanzata da alcune Regioni, nell’incontro di stamattina con Boccia e Speranza, è quella di limitare gli spostamenti degli over 70, così da ridurre la diffusione del Coronavirus. In particolare, secondo quanto si apprende, la richiesta sarebbe stata avanzata da Lombardia, Piemonte e Liguria.

Chi rischia il lockdown

Tra le ipotesi è emersa quella di un lockdown dove l’indice di trasmissione Rt è andato oltre l’1,5. Nel mirino ci sono le aree metropolitane di Milano, Napoli, Genova e Torino, parte del Veneto e alcune regioni meridionali, come la Campania. La durata di questo lockdown sarebbe all’inizio di 2-3 settimane. . Questo sempre che non venga accolta la richiesta delle Regioni di applicare “misure uniformi”.

Spostamenti tra Regioni

Gli spostamenti fra le Regioni sarebbero, secondo le ipotesi più discusse, dettate dalla chiusura o meno delle singole zone. Ci si potrebbe spostare in alcune parti del paese e in altre no, a seconda se classificate come ’rosse’ o in sicurezza

Scuole chiuse?

Un punto assai delicato e oggetto di molte discussioni, con la ministro Azzolina in prima linea, riguarda la scuola e, in particolare, la Dad, la didattica a distanza. Tra le possibilità, quella di mantenere la presenza nella aule degli istituti per i ragazzi sino alla seconda media. A distanza gli altri.

Negozi e centri commerciali

Sulla chiusura delle attività commerciali c’è ancora un punto interrogativo. L’ultima ipotesi emersa dalla riunione con gli enti locali è quella di una chiusura dei centri commerciali e delle macchinette da gioco nelle tabaccherie. La misura potrebbe essere applicata solo nel fine settimana e sarebbe stata chiesta direttamente dai sindaci per voce del presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Per quanto riguarda i negozi, si è fermi a ieri quando l’idea era quella di tenerli aperti nelle aree con meno contagi.

Attività produttive

Altro nodo difficile da sciogliere riguarda le aziende e le attività industriali. Anche in questo caso l’orientamento di Palazzo Chigi sarebbe di limitare il più possibile il rallentamento dell’attività industriale, ma molto dipenderà dalle zone considerate a rischio

 

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