Il caso

Nuovo ospedale di Vibo, storia infinita di un’eterna incompiuta: dopo 20 anni lavori fermi allo sbancamento

Un tecnico del Ministero della Sanità lancia una provocazione a Occhiuto: “Per accelerare i lavori li affidi alle Forze armate. Si eviteranno infiltrazioni di lobby affaristico-mafiose"

Cina. In piena pandemia Covid avviene un miracolo. In appena sette giorni viene realizzato un mega ospedale con oltre mille posti letto di Rianimazione e riabilitazione cardiaco-polmonare. Vibo Valentia. Profondo Sud. Dopo vent’anni dalla posa della prima pietra non si è riusciti ancora a realizzare un nosocomio di media dimensione che avrebbe, almeno sulla carta, l’ambizione di rivoluzionare il Sistema sanitario pubblico vibonese.

Ci troviamo davanti ad un casuale incidente di percorso o al “modus operandi” adottato in Italia per portare avanti la realizzazione di opere pubbliche strategiche per lo sviluppo socio-economico del Sistema Paese? Forse la seconda ipotesi considerando come sono andati i lavori per l’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e di altre importanti opere di interesse nazionale. “Andando di questo passo – ha sottolineato un tecnico del Ministero della Sanità che la sa lunga su come procedono ii lavori nei cantieri di questo genere – ci metteranno altri vent’anni per portare a termine il nuovo presidio ospedaliero. Di denaro pubblico se ne spenderà così tanto da mettere in crisi una Banca. Personalmente per realizzare questa struttura sanitaria avrei affidato i lavori all’esercito italiano. Mille sono le varianti che possono rallentare la realizzazione di quest’opera. I cantieri di interesse pubblico vanno militarizzati per evitare infiltrazioni di lobby affaristico-mafiose”.

Ci troviamo davanti ad un casuale incidente di percorso o al “modus operandi” adottato in Italia per portare avanti la realizzazione di opere pubbliche strategiche per lo sviluppo socio-economico del Sistema Paese? Forse la seconda ipotesi considerando come sono andati i lavori per l’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e di altre importanti opere di interesse nazionale. “Andando di questo passo – ha sottolineato un tecnico del Ministero della Sanità che la sa lunga su come procedono ii lavori nei cantieri di questo genere – ci metteranno altri vent’anni per portare a termine il nuovo presidio ospedaliero. Di denaro pubblico se ne spenderà così tanto da mettere in crisi una Banca. Personalmente per realizzare questa struttura sanitaria avrei affidato i lavori all’esercito italiano. Mille sono le varianti che possono rallentare la realizzazione di quest’opera. I cantieri di interesse pubblico vanno militarizzati per evitare infiltrazioni di lobby affaristico-mafiose”.

La posa della prima pietra venti anni fa

Ma andiamo al nostro ospedale la cui posa della prima pietra è avvenuta nel lontano 2004. Quel giorno storico ero presente anch’io in contrada “Cocari” insieme ai compianti commissario dell’Asp di Vibo Valentia Armando Crupi e al vescovo della Diocesi di Mileto, Nicotera, Tropea mons. Domenico Cortese. Toccante cerimonia. Parole profetiche quelle pronunciate dal vescovo Cortese il quale, nell’esaltare l’importanza dell’opera che nasceva per alleviare la sofferenza umana, sollecitava le maestranze a fare in fretta. Invito naturalmente caduto nel vuoto. Siamo nel 2024 è ancora si continua ad aspettare. L’altro giorno abbiamo visitato il cantiere, blindato notte e giorno dai militari per paura di intimidazioni incendiarie. Le ruspe erano ferme. Siamo ancora bloccati ai lavori di sbancamento. Per il momento l’unica struttura realizzata è quella che ospita gli uffici. Ci piacerebbe sapere fino adesso quanti milioni sono stati spesi, contabilizzando anche quelle relative al plastico del nosocomio fatto realizzare ad un docente del Liceo artistico “Colao” da un altro ex Commissario dell’Asp.

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