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Occhiuto ammalia perfino l’M5S: “Siamo insieme al governo, perché non in Calabria?”

occhiuto no vax

di Sergio Pelaia – Dopo la seconda seduta di consiglio regionale e l’approvazione all’assestamento “tecnico” di bilancio (LEGGI QUI), Roberto Occhiuto è volato a Bruxelles da dove nel tardo pomeriggio farà un punto stampa rispetto agli incontri in programma con i rappresentanti della Commissione europea (LEGGI QUI). Intanto però in Calabria gli osservatori evidenziano i toni con cui lo stesso presidente ha ieri blandito in aula non solo la “sua” maggioranza ma anche l’opposizione, dicendosi infine soddisfatto per il taglio “non ideologico” del dibattito.

La “centralità” del Consiglio e i rapporti con l’opposizione

I toni moderati di Occhiuto non sorprendono: si è politicamente formato alla scuola democristiana nel cui movimento giovanile cosentino militava assieme, per esempio, al consigliere del Pd Mimmo Bevacqua, di cui ha ricordato di essere “vecchio amico”. Fin dalle prime mosse il neo presidente ha cercato di mettere in atto lo slogan che ha riportato nelle sue linee programmatiche (LEGGI QUI): “Poca vetrina e molta officina”. Il lavoro che ha davanti non è ovviamente solo istituzionale o prettamente amministrativo, ma anche politico, così non ha mancato di rassicurare sulla “centralità” che intende garantire alla massima assemblea legislativa calabrese e ha lanciato parecchi messaggi distensivi anche all’opposizione.

Il “contributo di tutti” per “l’appuntamento con la storia”

“La mia intenzione – ha detto Occhiuto – è discutere in consiglio regionale nei prossimi 30-60 giorni di cosa si debba fare per non perdere questo importantissimo appuntamento della storia costituito dalle risorse del Pnrr”. Il rischio di fallire è dovuto soprattutto alla mancanza di tecnici di supporto per intercettare le risorse europee, un tema su cui “non basta – ha aggiunto – l’impegno del governo regionale ma c’è necessità del contributo di tutti”. D’altronde, ha osservato Occhiuto, “nei momenti cruciali anche posizioni distanti hanno deciso di avvicinarsi per contribuire magari allo stesso governo”. Per esempio: “Chi poteva immaginare che il M5S fosse vicino a Forza Italia in un governo? Lo richiedeva il Paese e le forze politiche hanno avuto il coraggio e la responsabilità di farlo”. E se allora in Calabria questa emergenza “è forse persino un po’ superiore a quella che si registra nel Paese”, pur nelle rispettive differenze, “siamo tutti chiamati a dare il meglio di noi stessi per non perdere questo appuntamento con la storia”.

Le aperture di credito del M5S

Messaggio chiaro e, ovviamente, conveniente per chi sta al governo. Ma anche dall’opposizione poco prima non erano mancate le aperture di credito. E se qualcuno si aspettava, per esempio, un M5S con il coltello tra i denti dovrà ricredersi. Basta ascoltare l’intervento del giovane capogruppo Davide Tavernise che, dopo aver detto di aver “messo un collaboratore solo sul Burc” come se ciò bastasse a espletare la funzione di controllo dell’opposizione, ha manifestato la disponibilità alla collaborazione, ma non all’“inciucio”, affinché “si possa recuperare la credibilità della Regione Calabria, lavorando nell’interesse collettivo”. Tavernise ha inoltre rilevato come la nomina di Occhiuto a Commissario alla sanità “coincida con la volontà del Governo centrale di porre in essere un cambiamento in Calabria” e dopo di lui anche l’altro consigliere M5S, Francesco Afflitto, ha auspicato un “confronto costruttivo volto a soddisfare le esigenze dei calabresi”.

Qualche distinguo da Irto e Laghi

L’astensione sull’assestamento ha accomunato tutta la minoranza perché si è trattato di un passaggio tecnico e obbligato per tentare di arrivare ad approvare il bilancio evitando l’esercizio provvisorio. Qualche differenza l’hanno marcata i toni con cui i consiglieri di minoranza, specie quelli all’esordio come la stessa Amalia Bruni, hanno dichiarato disponibilità al confronto con la maggioranza. Le uniche osservazioni di merito sono arrivate dal capogruppo del Pd Nicola Irto che, sulla proposta “fuori sacco” che ha modificato la norma sul Burc (LEGGI QUI) ha chiesto se ci fosse stato un confronto con l’Ordine dei giornalisti, e dal portavoce del gruppo de Magistris, Ferdinando Laghi, che ha specificato come si debbano distinguere i rapporti interpersonali, da improntare sempre a “civiltà e correttezza”, dalle posizioni politiche che “non sempre devono coincidere”.

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