Occupato l’alloggio assegnato alla famiglia Corasaniti, ultimo sopralluogo nella casa incendiata

Si chiede all’Aterp di individuare una sistemazione definitiva alternativa dopo l'occupazione dell'alloggio che era stato assegnato alla famiglia Corasoniti

Ultimo sopralluogo a Catanzaro nella casa in cui morirono tra le fiamme i tre fratelli Corasaniti a seguito di un incendio. L’abitazione sequestrata dopo il dramma è oggetto di approfondimenti investigativi. In particolare nelle scorse ore è intervenuto un perito nominato dalla Procura per ispezionare l’impianto elettrico. Si tratta di Daniele Menniti Ordinario di Elettrotecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale dell’Università della Calabria.

Occupato alloggio assegnato alla famiglia Corasaniti

Occupato alloggio assegnato alla famiglia Corasaniti

“Avevano da poco accarezzato il sogno di una nuova vita, grazie alla sistemazione temporanea in un appartamento a Lido grazie all’aiuto del Comune di Catanzaro e di Città Solidale, ma la famiglia Corasaniti è ripiombata nella paura e nella preoccupazione dopo l’occupazione abusiva di quella che sarebbe dovuto essere l’alloggio definitivo individuato dall’Aterp ed in fase di ristrutturazione in via Caduti XVI Marzo. Una famiglia rom con minori ha preso possesso dell’abitazione, costringendo di fatto a stoppare i lavori in corso. Il fatto – informa, in una nota stampa, il consigliere comunale Sergio Costanzo – è stato denunciato a chi di competenza, ma resta il grave disagio che la famiglia Corasaniti sarà costretta a subire, tra ritardi e abusi che purtroppo si consumano spesso quando si parla di case popolari”.

Si chiede all’Aterp casa per la famiglia Corasaniti

“La situazione – secondo il consigliere Costanzao – è chiara a tutti, sicuramente le famiglie, quando ci sono bambini e minori di mezzo, vanno sempre trattate con prudenza, ma è necessario far sentire la presenza dello Stato per non trasformare un’area come quella di via Caduti XVI Marzo in una zona franca. Da solo un sindaco non può fare nulla. Il mio appello va, quindi, al prefetto di Catanzaro, in primis, affinché su questo argomento si adotti il pugno duro, con interventi risolutivi da parte delle forze dell’ordine, e assicurare il rispetto delle regole e dei diritti. Nelle more, dopo tutto ciò che la famiglia Corasaniti ha dovuto passare, con la perdita di tre giovani vite, mi faccio anche io portavoce della loro legittima richiesta nei confronti dell’Aterp: si individui una sistemazione definitiva alternativa, lontana da quei luoghi dove si è consumata la tragedia e dove i superstiti, costretti ad affrontare ancora costose ed impegnative cure, potranno ricominciare a vivere dignitosamente”.

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