Olimpo, le estorsioni della ‘ndrangheta al Porto di Tropea e il ruolo dell’intermediario di Catanzaro

La denuncia dell'imprenditore e le intercettazioni degli investigatori: "Dobbiamo vedere come fare undi porta quei sordi o li porta o ce ne liberiamo"

 di Gabriella Passariello- Un imprenditore costretto a pagare 10mila euro a garanzia della protezione sulle sue attività all’interno del porto di Tropea. Un’estorsione messa in atto da Antonio La Rosa, alias Ciondolino, 61 anni, di Tropea, Fernando Lamonica, 67 anni di Catanzaro e Domenico Salvatore Polito, 59 anni di Tropea e denunciata dalla vittima nel 2019 alla Questura di Catanzaro, riferendo alla polizia di aver acquisito la maggioranza delle azioni della società “Porto di Tropea Spa” e di esserne diventato amministratore delegato, società comprensiva della Pintera arca portuale, con tutti i servizi annessi, compresa la gestione dei posti barca e dei punti ristoro”.

La denuncia dell’imprenditore

La denuncia dell’imprenditore

Nel carteggio dell’inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice Olimpo, l’imprenditore riferisce che fin dal mese di giugno del 2018 era stato avvicinato da La Monica responsabile del ristorante “Marina Yacht club”, sito all’interno del porto, il quale gli aveva proposto e suggerito di “attivarsi” per non subire attentati da parte della criminalità organizzata, offrendo la propria disponibilità a fungere da intermediario, ribadendogli anche più volte di “non scherzare con queste persone”. Poi subentra la richiesta di denaro da corrispondere nel mese di settembre 2018 e quantificata da Lamonica in 10mila euro da versare in due tranche di pari importo “facendo finta che stavamo pagando uno stipendio” e l’imprenditore autorizza il referente ad adempiere alla richiesta estorsiva prelevando la somma di 5mila euro dall’incasso di un noto ristorante del quartiere marinaro di Catanzaro. Arriva nel 2019 la seconda richiesta estorsiva, relativa all’ulteriore tranche, l’imprenditore si rifiuta di corrispondere l’importo e denuncia gli aguzzini.

“Liberiamocene se non porta i cosi”

Dichiarazioni riscontrate dagli investigatori durante una conversazione intercettata e risalente al 16 marzo 2019: “Ascolta una cosa, ma questo di Catanzaro quando lo vedi a lui? Chiede La Rosa e Polito ribatte: “ siamo rimasti a fine mese..” e La Rosa alza i toni: “ …a fine mese…ma quale fine mese…il mese te lo ha detto quale?… come dici che ce li porta? Tu devi prendere prima i soldi… che sennò questo (…) questo qua Catanzarese… dobbiamo vedere come  fare undi porta quei sordi (…) liberiamocene…se non porta i cosi liberiamocene…così comincia a capire che vuol dire”. Conversazione questa, riscontrata dai dati estrapolati dal sistema di localizzazione satellitare installato a bordo dell’auto all’epoca in uso a Domenico Salvatore Polito e dai quali è emerso che l’8 marzo 2019, lo stesso si trovava in corrispondenza del punto vendita di “Lamonica prodotti ittici”, ubicato a Catanzaro Lido, in via Stromboli, e riconducibile proprio a Fernando Lamonica. L’auto è stata poi localizzata nello stesso posto, l’1 aprile 2019, nella stessa fascia oraria, in corrispondenza con quanto dichiarato da La Rosa che aveva fatto menzione della scadenza di “fine mese” in cui “quello di Catanzaro” doveva portare qualcosa, verosimilmente del denaro. Infine, dalla conversazione captata a settembre 2018 emerge la funzione di intermediario di Lamonica, il quale confermava il versamento dei soldi “glieli ho portati io là”.

LEGGI ANCHE | Olimpo, l’ombra della corruzione alla Regione Calabria: mazzetta per favorire un imprenditore

LEGGI ANCHE | Olimpo, le mani del clan Mancuso sui lavori di messa in sicurezza della costa Vibonese

LEGGI ANCHE: Le mani della ‘ndrangheta sui villaggi turistici del Vibonese, maxi blitz della Polizia: 56 arresti
LEGGI ANCHE: Le infiltrazioni della ‘ndrangheta nel turismo vibonese, ecco chi sono i 78 indagati (NOMI)
LEGGI ANCHE: Blitz contro la ‘ndrangheta nel Vibonese, arrestato anche l’ex dg della Regione Calabria Anastasi
LEGGI ANCHE: Blitz contro la ‘ndrangheta nel Vibonese, l’ex assessore regionale Stillitani torna in carcere
LEGGI ANCHE: Blitz della Polizia nel Vibonese, il direttore dello Sco: “Smantellata un’agguerrita consorteria mafiosa”

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
Il sinistro si è verificato sulla strada provinciale 522, arteria che collega Vibo Marina a Bivona
Permetterà di trattare i pazienti affetti da anemia in tempi brevissimi. Dopo il triage gli stessi saranno trasferiti all'Ambulatorio trasfusionale
E' stata riattivata. inoltre, la funzionalità della rete idrica e sono stati effettuati interventi di tinteggiatura e di intervento sull’umidità.
Rimane da chiarire la causa della deflagrazione, che ha scosso l'intera cittadina, all'interno della Rm Palmer Company
Il compagno, che dovrà rimanere ai domiciliari. avrebbe anche strappato dal collo della malcapitata una catenina di oro
"Non c'è alcuna possibilità che colpisca la Terra, ma il suo avvicinamento ravvicinato offre una grande opportunità di osservazione"
Procedono senza sosta i servizi della Polizia di Stato di contrasto alla criminalità sul territorio, in città e in provincia
Oltre il 90% delle mamme ha riferito di non aver fumato durante la gravidanza e oltre 8 su 10 di non aver consumato bevande alcoliche
La manifestazione, che si terrà nei locali sottostanti la Parrocchia di Vibo Marina, sarà a ingresso gratuito e rivolta a tutti i bambini del territorio
In Calabria, a bordo di cinque mezzi navali, sono sbarcati ieri 550 migranti di varia nazionalità
RUBRICHE

Calabria7 utilizza cookie, suoi e di terze parti, per offrirti il miglior servizio possibile, misurare il coinvolgimento degli utenti e offrire contenuti mirati.

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2023 © All rights reserved