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Oliverio a Votantonio: “Interessi enormi sulla sanità. Sbagliai a non incatenarmi a Palazzo Chigi”

“Quando mi sono candidato ho sempre vinto. Stavolta sono in campo perché non ho accettato la logica per cui tre persone che vanno a Roma per autoconservare il proprio posto in consiglio regionale decidono per tutto il popolo della sinistra”. È un Mario Oliverio battagliero quello che si è presentato ai microfoni di “Votantonio-chiacchiere di libertà”, il programma autogestito in onda sulla pagina Facebook di Calabria7 prodotto da “Mac Media”, “Città del Vento” e “Mas Training” (qui la diretta integrale).

Palla Palla, il Pd e Occhiuto

Dal verde scelto come leit motiv delle sue campagne elettorali alle origini dei suoi soprannomi (“Palla Palla” quello ereditato dalla nonna e “‘U lupu” quello del nonno) l’ex presidente della Regione, oggi ricandidato alla guida di un’unica lista, non si è sottratto alle domande dei conduttori Vincenzo Merante e Luca Marino. Il cavallo di battaglia di Oliverio in questa campagna elettorale è il contrasto alla “deriva colonialista in atto” per cui in Calabria è tutto commissariato, dalla sanità al suo ormai ex partito, il Pd, che gli ha preferito prima Pippo Callipo – “prima sconfitto e poi scappato dopo 4 mesi senza che nessuno ne abbia tratto una riflessione” – e ora, “aggravando quel metodo”, Amalia Bruni. Non manca però anche un giudizio critico su Roberto Occhiuto: “Non è adeguato a fare il presidente della Regione perché non ha esperienza di governo. E poi il ticket con Spirlì non è certo un buon viatico per i prossimi 5 anni”.

Farsi da parte? Giammai

Al giornalista Emiliano Morrone, intervenuto nel corso della trasmissione, che riconosce il suo “coraggio” ma osserva che forse sarebbe ora di farsi da parte, Oliverio risponde che lo ha fatto a gennaio 2020 ma ora “c’è bisogno di rompere la logica dei candidati di centrodestra e centrosinistra paracadutati da Roma”. Lui dice che si candida “perché in consiglio regionale vadano i giovani che ho messo nella mia lista”, anche se i candidati più quotati non sono esattamente di primo pelo come Bruno Censore e Francesco D’Agostino. Comunque, sostiene Oliverio, uno con la sua storia politica non poteva “fare la scelta opportunistica di farsi da parte perché c’è bisogno di seminare una cultura nuova che mira a riconquistare la dignità di essere calabresi”.

“Sulla sanità non accettavo compromessi”

Le attenzioni – e le recriminazioni – di Oliverio sono tutte concentrate sulla sanità. Quando ha governato la Regione è stato “privato del settore fondamentale che occupa gran parte del bilancio” e questo fatto “non è stato casuale”. Insomma, anche quando è stata modificata la legge che prima prevedeva l’incompatibilità, hanno affidato la sanità a suoi “colleghi” come il campano De Luca ma non a lui. “Perché – dice Oliverio – c’era quel peccato originale, non volevano che ci fosse un esercizio autonomo della sanità perché è un campo nel quale ci sono interessi enormi, dei privati e delle agenzie degli appalti. E sapevano che con me non si potevano fare compromessi deteriori, non potevano esserci trattative per fare passare altri interessi”. Tutti i big che oggi dicono che bisogna superare il commissariamento “sembra che vengano da Marte”, perché questa pratica “è iniziata con il governo Berlusconi nel 2010 ed è andata avanti con tutti quelli successivi, compreso quello guidato da Conte che poi è venuto a Reggio a firmare un decreto in cui non c’era un euro per assunzioni e ripianare debiti”.

“Sbagliai a non incatenarmi a Palazzo Chigi”

Oliverio contro il commissariamento minacciò di incatenarsi a Palazzo Chigi: “Non lo feci e sbagliai – ammette oggi – perché mi chiamò due giorni dopo il presidente del Consiglio dei ministri dell’epoca per dirmi che avrebbero affrontato il problema in un tavolo che poi non risolse nulla e io desistetti da quel proposito in virtù della correttezza dei rapporti istituzionali. Invece servivano e servono atti di rottura forti per fare capire che la Calabria non è il Burundi”. E la depurazione, che non è soggetta al controllo romano, perché continua ad essere un disastro? “La mia Giunta ha fatto un programma la cui realizzazione è stata affidata ai Comuni, le procedure sono farraginose e fanno passare anni ma sono stati compiuti dei passi in avanti. Quando quel programma sarà portato a compimento – assicura l’ex presidente – il problema sarà risolto”.

s. p.

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