Olivicoltura, l’oro giallo della Calabria e quel pozzo nero che divora i fondi pubblici (VIDEO)

Esperti a confronto a San Gregorio d'Ippona. Per rilanciare il settore occorre mettere all’angolo le forze oscure e criminali che tolgono risorse alle produzioni pulite e legali

Un punto di partenza e di rilancio del settore olivicolo a San Gregorio D’Ippona. Nel centro agricolo vibonese si sono dati appuntamento i più importanti esperti e produttori calabresi dell’oro giallo di qualità. In particolare, tecnici e imprenditori agricoli, si sono confrontati sulle nuove tecniche di produzione del buon olio da piazzare sul mercato mondiale per conquistare i palati di ristoratori e semplici cittadini. La Calabria, con 170mila ettari di uliveti e 100mila addetti ai lavori, è destinata a diventare la regione guida a livello nazionale nella produzione di olio di qualità.

Tecnici e produttori nei loro interventi hanno sostenuto che per migliorare ancora di più la produzione dell’olio occorre installare frantoi di ultima generazione e affinare le metodiche di coltivazione, raccolta e lavorazione della materia prima. “La produzione di olio di pregio, senza un aggiornamento delle tecniche di lavorazione – hanno sottolineato i relatori – difficilmente sarà in grado di raggiungere i livelli prefissati dalla Comunità europea. Il mercato internazionale chiede oli di qualità che la Calabria è in grado di produrre. Occorre introdurre nuove tecnologie nella lavorazione delle olive per avere un prodotto ancora più pregiato. Ci stiamo attrezzando anche perché è possibile utilizzare i fondi messi a disposizione dall’Europa”. Nel corso dell’incontro un’attenzione particolare è stata dedicata alla produzione dell’olio a zero impatto ambientale. Nel recente passato le forze di polizia hanno usato le maniere forti contro quegli imprenditori oleari che hanno disatteso la normativa legislativa a difesa dell’ambiente. “Occorre produrre olio – hanno aggiunto gli olivicoltori – senza inquinare. Stiamo facendo di tutto per salvaguardare l’ambiente. Le nostre produzioni devono tenere conto dei fragili equilibri dei territori coltivati ad uliveti”. Il futuro dell’olivicoltura passa anche dall’ emarginazione di quegli imprenditori che pensano soltanto di sottrarre risorse economiche all’agricoltura pulita e legale che in Calabria sta avanzando a grandi passi. L’incontro degli olivicoltori calabresi è stato fortemente voluto dal sindaco di San Gregorio D’Ippona Pasquale Farfaglia che da diversi anni sta facendo di tutto per attirare l’attenzione delle grandi aziende nazionali sulle produzioni olearie locali.

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