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Oltre 280 dipendenti dell’Azienda Calabria Lavoro sono precari, si sollecita l’intervento di Occhiuto

Dai risultati importanti già conseguiti, come la prospettiva di stabilità per i tirocinanti e l’equiparazione su base nazionale di Lpu ed Lsu, a quelli ancora tutti da conquistare in materia precarietà lavorativa. La segretaria regionale della Cisal bussa alla porta del governatore della Regione Calabria Roberto Occhiuto per tenere alta l’attenzione su un ampio bacino di lavoratori che attende ancora l’avvio di un programma di stabilizzazione.

Lavoratori ‘ex legge 12’

“Ci riferiamo in particolare ai lavoratori ‘ex legge 12’ – spiega il componente della segreteria Cisal Gianluca Persico. Una vertenza su cui ci piacerebbe confrontarci al fine di predisporre un piano che possa essere costruito su basi solide legate alla fonte del finanziamento e all’ente che dovrà ospitare l’avvio del programma di stabilizzazione. Per fare questo – spiega Persico –  occorre mettere in campo ulteriori azioni per razionalizzare il personale già in organico negli enti sub-regionali in cui insistono diverse categorie di lavoratori il cui lo status giuridico non gli consente di vivere serenamente la loro condizione perchè li porta ad essere più precari di prima”.

I precari di Azienda Calabria Lavoro

“E’ il caso, per esempio, dei circa 286 lavoratori presenti in ‘Azienda Calabria Lavoro’ privi di un corretto inquadramento sia dal punto di vista contributivo che contrattuale. Basterebbe – sottolinea Persico – dare un nuovo ruolo alla citata Azienda per sfruttare al meglio le potenzialità e le funzioni per risolvere questo problema. Consapevole di rappresentare molti di questi lavoratori e, prendendo le distanze da qualsiasi iniziativa non concertata con le organizzazioni sindacali, la Cisal è pronta ad affrontare la vertenza e le situazioni ancora aperte con spirito di collaborazione e progettualità. Per cui – conclude Persico –  invitiamo il Presidente Occhiuto, la Giunta regionale Regione e le altre organizzazioni sindacali al confronto per contribuire, ognuno per il proprio ruolo, a risolvere le situazioni ancora aperte”.

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